Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

diverse forze politiche, dei diversi gruppi di interesse e dei sin goli studiosi e gli stessi terreni di ricerca e di confronto da cia scuno privilegiati risultano incomprensibili se non si ammette un riferimento, eventualmente implicito, all ’ una od all ’ altra teoria.

2. La teoria quantitati va della produzione e del mercato edilizio

Nella sua formulazione più semplice e radicale la «teoria quantitativa» afferma che la soluzione del problema delle abi tazioni può essere affidata solo alla produzione di nuovi allog gi, qualunque sia l ’ andamento delle principali variabili demo grafiche, il livello e la variabilità dell ’ indice di affollamento, del degrado fisico e dei prezzi degli edifici esistenti. Per la teoria quantitativa compito della politica edilizia è allora quello di assicurare che una quota sufficiente di risorse del paese venga mobilitata a questo fine e di assicurare che la loro produttività (il numero di alloggi prodotti per unità di ri sorse espressa in termini reali) sia possibilmente crescente. La politica edilizia sarà cioè costituita da un insieme di misure il cui fine è la mobilitazione del risparmio privato e pubblico e la «industrializzazione» del settore edilizio. In linea subordinata compito della politica edilizia è quello di contrastare tutti i comportamenti che impediscono il raggiungimento di questi obiettivi. Ciò diviene importante se si riconosce che nel merca to operano alcuni elementi di «distorsione» che portano a re stringere l ’ offerta aggregata o particolari sezioni dell ’ offerta, ad esempio quella di case economiche. Se, ad esempio, si ricono sce che il comportamento di alcuni soggetti, genericamente in dicati col termine di «speculatori», abbassa l ’ efficacia delle mi sure di sostegno della produzione o tese all ’ incremento della produttività, compito della politica edilizia è quello di contra stare questi comportamenti sino al limite estremo di porli fuori della legalità. In linea di massima, secondo questa versione della teoria quantitativa, non è necessario, per risolvere il problema delle abitazioni per i gruppi sociali che più ne necessitano (perché vi vono in condizioni di sovraffollamento od antigieniche) ed i redditi dei quali vengono maggiormente penalizzati dal livello dei prezzi, costruire abitazioni ad essi espressamente destinate. La eventuale costruzione di abitazioni di lusso, che vengano cioè occupate inizialmente da gruppi con redditi elevati, con sentirà l ’ avvio di un processo di «filtering-up» cioè di mobilità ascendente delle famiglie attraverso il patrimonio edilizio in funzione della sua qualità e localizzazione. In particolare, gruppi con redditi inferiori a quelli delle famiglie che hanno oc cupato le case di recente costruzione occuperanno quelle lascia te libere da queste e così via sino a creare un ’ offerta che potrà essere fronteggiata anche dai gruppi a reddito minimo. Con temporaneamente l ’ aumento dell ’ offerta totale di abitazioni ri spetto la domanda effettiva sortirà l ’ effetto di regolare il livello e la variabilità dei prezzi ed, eventualmente, il loro saggio di

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