Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
(flussi) e la situazione di instabilità per lo stesso settore edilizio che ne poteva derivare. Ma tutti costoro pensavano che la ma novra fiscale e creditizia fosse necessaria e sufficiente a correg gere questi effetti. Così come l ’ ortodossia neoclassica aveva favorito il nasce re della teoria quantitativa, la più recente ortodossia keynesia- na le dava nuovo fiato in una versione di segno politico in parte differente dal passato. Non si trattava solo di riuscire a giustifi care una politica di sostegno all ’ edilizia con il riferimento ad un quadro teorico più aggiornato e credibile. La nuova ortodossia consentiva di coltivare l ’ ipotesi secondo la quale «l ’ efficacia della politica monetaria come strumento per regolare il ritmo dell ’ attività economica potesse appoggiarsi in forte misura sul suo effetto sul ritmo dell ’ attività edilizia» 12 . Un terreno così complesso come quello della politica dell ’ abitazione sembrava poter essere governato in modo sod disfacente con pochi strumenti di politica monetaria, fiscale e della spesa pubblica. La politica edilizia diveniva qualcosa di effettivamente graduabile congiunturalmente; scelte ed opzioni sembravano assumere un carattere «laico» sconosciuto negli anni precedenti. Ma al successo delle teoria quantitativa in questo dopo guerra, perlomeno in Italia, hanno contribuito anche in modo determinante alcune considerazioni collaterali relative al mer cato del lavoro ed agli effetti degli incrementi di produzione nel settore edilizio sull ’ intero sistema produttivo. La teoria keyne- siana ha dato naturalmente basi teoriche più salde e meno in certe a questo utilizzo della teoria quantitativa. Come era da attendersi le considerazioni relative ai livelli di occupazione nel settore edilizio, agli effetti degli investimenti in abitazioni su altri settori produttivi, a quelli degli strumenti di politica creditizia e fiscale sul finanziamento degli stessi inve stimenti, hanno acquistato maggior importanza nei periodi re cessivi, sino a sostituirsi, nel giustificare la teoria quantitativa, alle motivazioni originarie attinenti alla questione delle abita zioni. In questi periodi la teoria quantitativa è stata spesso enun ciata in termini diversi: l ’ importanza che il settore edilizio rive ste, in ogni sistema economico, nell ’ eliminazione della disoccu pazione e come settore «trainante» dell ’ intero sistema produtti vo indica con chiarezza che occorre sostenere i livelli produttivi quando questi, per motivi congiunturali, tendono a ridursi. Questo d ’ altra parte è l ’ unico modo di impedire che restrizioni dell ’ offerta, conseguenti ad una caduta della produzione di nuove abitazioni, aggravino la situazione abitativa dei gruppi sociali a reddito inferiore, cioè inducano un «filtering-down» delle famiglie a reddito superiore che espellono progressiva mente dal mercato delle abitazioni di qualità superiore, even tualmente ristrutturate, i gruppi a reddito inferiore costringen doli entro un patrimonio edilizio più ristretto, degradato, peri ferico.
12 F. M odigliani , Gli effetti dell ’ in flazione sul mercato delle abitazioni, «Corriere della Sera», 28.11.1973.
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