Problemi della transizione 1981

Modelli scientifici

sperimentali. Differenza di grado, dunque, piuttosto che di natura. In secondo luogo osserveremo come vi siano i presup posti per riconoscere come ugualmente degni di nota due spe cie in generale abbastanza irriducibili di modelli, che designe remo rispettivamente come modelli-macchine e modelli-si stemi. I primi mirano a rappresentare un processo, e descrivono, propriamente parlando, un funzionamento; i secondi descri vono staticamente una struttura, come interrelazione di ele menti: un sistema fonologico, una classificazione zoologica sono sotto questi riguardi dei modelli. Questi rilievi generali richiederebbero senza dubbio una discussione che ora però non vogliamo intraprendere; si ri chiederà dunque solamente di considerarli come delimitanti convenzionalmente il campo delle riflessioni che seguiranno toccando il ruolo e la funzione dei modelli qualitativi, in op posizione ai modelli quantitativi ai quali gli sviluppi delle scienze della natura ci hanno da lungo tempo abituati. Che cos ’ è un modello quantitativo? È risaputo dopo Leib niz in modo del tutto chiaro che la matematica non è né sola mente né essenzialmente scienza della quantità. L ’ utilizzazione della matematica in un modello non servirebbe dunque a ca ratterizzarlo come quantitativo. E nemmeno la sola presenza del numero, come sarà chiaro più avanti. Un modello è quan titativo quando si fa uso della nozione di misura. Misurare, nel senso ampio con cui intenderemo questo termine, significa far corrispondere alle operazioni di calcolo effettuate in un corpo di numeri, delle operazioni empiriche ben definite rela tive al fenomeno considerato. Indubbiamente è permesso di rendere più o meno debole questa esigenza e di ammettere che i numeri che misurano non abbiano che le proprietà di un anello o perfino di strutture ancora più deboli. Sarà così pos sibile definire una gerarchia di quantificazioni più o meno per fette e precisare a questi differenti livelli le condizioni mate matiche della misura. Ma la costruzione di modelli quantitati vi esige ancora che siano esplicitate le condizioni semantiche della misura, che siano indicati, in ciascun caso i sensi opera tivo ed empirico delle espressioni: «distinguere», «ordinare», «aggiungere» degli eventi. Le difficoltà incontrate verso la me tà del XIX secolo dai primi tentativi di psicofisica hanno mo strato l ’ importanza fondamentale, ancora oggi, tuttavia, in sufficientemente riconosciuta, di queste condizioni preliminari ad ogni tentativo di modello qualitativo, in particolare nelle scienze umane. Dunque gli eventi ci sono per prima cosa im mediatamente dati come qualità. Senza entrare ulteriormente nel merito dei problemi filoso fici posti dalla prensione della qualità, ci accontenteremo di distinguere due livelli in questa prensione. La qualità è per prima cosa, senza dubbio, un vissuto assoluto e unico, che la lingua naturale ci permette, forse, in certa misura di trasmet tere e le varie arti di ricreare, ma che la scienza non potrebbe cercare di descrivere come tale. Ma essa è anche vissuta al li

Il qualitativo ed il quantitativo

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