Problemi della transizione 1981
Modelli scientifici
fondo che consente di dire perché una tale forma si produce e si mantiene piuttosto che la tal altra forma, e sotto quali con dizioni tale forma scompare. Ci si potrebbe domandare se lo sviluppo effettivo o in pro getto dei modelli qualitativi faccia apparire il predominio del l ’ uso di un mezzo matematico privilegiato. Si potrebbero sen za dubbio citare come candidati egualmente designati: i calco li logici, l ’ Algebra in quanto teoria generale dei sistemi di combinazione di operazioni qualunque, la Topologia in quan to teoria per eccellenza delle configurazioni di oggetti. Ma la realtà matematica — voglio dire l ’ uso reale dello strumento matematico — raramente si accontenta di distinzioni così net te, e la strumentazione più efficace è spesso la più composita, per poco che essa non proceda con un gusto immoderato per la sofisticatezza e per l ’ artificio, ma bensì di una cura di adat tamento all ’ oggetto. D ’ altra parte, l ’ importante non può esse re qui tanto la natura formale dello strumento quanto il modo di utilizzarlo e lo spirito con cui lo si utilizza. Concetti mate matici presupponenti la misura di certe variabili possono be nissimo comparire a puro titolo di strumenti ausiliari, in un modello che resterà qualitativo se il suo scopo essenziale è la determinazione di una forma. Inoltre, la conoscenza concet tuale delle forme non implica in alcun modo una rinuncia si stematica e definitiva ed una conoscenza quantitativa; certo, essa non potrebbe essere considerata a priori come un capitale provvisorio; ma, nei casi più favorevoli, quando lo scopo di una conoscenza quantitativa è possibile, essa ne sarà il com plemento essenziale, ponendogli un quadro e dandogli un sen so. I tre modi di trattamento concettuale della forma che ab biamo tentato di definire, benché possano e debbano senza dubbio concorrere simultaneamente all ’ edificazione dei mo delli qualitativi, si ordinano secondo una gerarchia convenzio nalmente nota mediante questre tre parole: descrivere, com prendere, esplicare. Esplicare, vale a dire, avendo reperito un fenomeno come totalità e dissociato le sue parti («descrive re»), avendo stabilito le relazioni e le costrizioni che le asso ciano («comprendere»), sapere inserire questo sistema in un sistema più vasto da cui dipende la sua genesi, la sua stabilità e il suo declino. Così definita come la forma più completa di conoscenza scientifica, l ’ esplicazione è, ben inteso, sempre re lativa e provvisoria. In termini molto generali, dei quali reste rebbe in ogni caso da definire la specie, si potrebbe dire che essa consiste in fin dei conti nel precisare in un fenomeno le relazioni del «locale» e del «globale», e si vede allora in qual senso essa non potrebbe tralasciare dal considerare le forme. II ruolo dei modelli qualitativi è dunque eminente. Nelle scienze umane, in particolare, in quelle in cui l ’ introduzione della misura non può essere legittimata che a prezzo di un im menso sforzo di analisi concettuale, la ricerca di un modello qualitativo può essere un preludio indispensabile ad ogni og
Valore esplicativo ed efficacia dei modelli qualitativi
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