Problemi della transizione 1981

I partiti politici americani

turale complemento, cioè la minore omogeneità, strutturazio ne, coesione interna, capacità di incidenza sul sistema politi co, dei partiti statunitensi rispetto alla nostra situazione. Il partito americano è di consueto una coalizione di organizza zioni politiche locali o statali (cioè dell ’ Arizona, della Virgi nia, di New York, di Chicago). L ’ organizzazione nazionale del partito è molto scarsa e relativamente poco importante. I comitati nazionali hanno soprattutto lo scopo di fare elegge re il candidato presidenziale, che è l ’ unica carica che viene assegnata sulla base della scelta di un collegio nazionale. Di conseguenza, gli organi e le riunioni nazionali del partito (che sono di solito i comitati nazionali), nonché le «conven- tions», sono strettamente vincolate alla prospettiva dell ’ ele zione del proprio candidato e trovano la propria legittimità e la ragione del proprio successo nel raggiungimento di questo scopo. In realtà, quindi, l ’ intera macchina del partito è stret tamente legata all ’ obiettivo di portare persone alle cariche elettive, nazionali e locali. Di conseguenza le organizzazioni che si richiamano ai partiti — circa 38.000 nel ’ 77 — sono molto spesso fluide, legate al successo delle singole elezioni, la capacità del partito di controllare stabilmente i candidati e gli eletti è quindi abbastanza ridotta. A determinare la debo lezza relativa della struttura dei partiti negli USA contribui sce un altro fattore. Nella cultura politica americana, tanto di marca conservatrice che progressista esiste, più che in Eu ropa una forte corrente polemica con la vita di partito e con la politica fatta attraverso lo strumento del partito. Quest ’ ul timo è visto come una organizzazione che annacqua la vo lontà popolare, impedisce decisioni politiche corrette, è fonte di corruzione: nel migliore dei casi si tratta di un male neces sario. Quasi anticipando la previsione di Michels sul destino di burocratizzazione oligarchica delle organizzazioni politiche collettive, questa tendenza nasce nella cultura progressista americana con la fine dell ’ 800 e si afferma con l ’ inizio del se colo. Il riformismo evoluzionista e scientista che emerge in questo periodo, informato a criteri tecno-cratici ed efficienti- stici, svaluta il momento della decisione «di parte» (anche se democratica e maggioritaria). Dietro il prevalere di questa corrente di pensiero stanno sostanzialmente due motivazioni. In primo luogo, il partito viene considerato come una sede di professionalizzazione della «manovra» politica, con una forte dose di corruzione: esso quindi impedirebbe delle decisioni corrette. Le decisioni verrebbero cioè distorte per sottoporle a mediazioni legate ad intrallazzi politici. La seconda obie zione, più populista, ritiene che il partito, come «macchina politica», tenda a distoreere la libera espressione della volon tà popolare attraverso il voto e ad impedirne la piena esplici- tazione attraverso la manipolazione burocratica degli appun tamenti elettorali e delle loro conseguenze politiche. Queste correnti culturali hanno costituito dei fattori di indebolimento dei partiti politici americani. Questo risultato non è mancato neppure in un periodo più recente quando l ’ organizzazione di partito, insieme a molti altri aspetti della vita politica è stata investita alla fine degli anni ’ 60 ed all ’ ini zio degli anni ’ 70, dalla contestazione giovanile, dei nuovi

23

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker