Problemi della transizione 1981
I partiti politici americani
come alternativa al partito-organizzazione: dalla fine del 1960 la «personalità del singolo candidato» viene ulterior mente valorizzata. Il primo presidente a mettere in piedi negli anni sessanta, una propria «macchina» politica, che prescinde ed è in qualche modo contrapposta al partito, è John Kenne dy. Quando si parla del «clan dei Kennedy» si fa in fondo ri ferimento a questa novità. Quando a Roosevelt venne chiesto di definirsi ideologica mente, egli aveva risposto: «sono un cristiano ed un membro del partito democratico». Dagli anni ’ 60 in poi, un ’ afferma zione di questo genere non è stata più molto redditizia politi camente e sembra più utile mettere la sordina all ’ etichetta di partito. Le organizzazioni elettorali di McGovern, in parte di Nixon, e (apertamente, e in polemica verso il partito e la po litica) di Carter nel 1976, sono state nuovamente molto per sonalizzate. L ’ ultimo presidente democratico fece leva sulla differenziazione dall ’ apparato del partito, cui pure aderiva. Questa tendenza alla valorizzazione della personalità del candidato è stata anche il punto di riferimento di una serie di modifiche del sistema elettorale attuate durante il periodo 1970-75. Fra le altre, in questo senso si è mossa la legge sul finanziamento delle campagne elettorali. Un tempo il partito costituiva il canale attraverso cui si raccoglievano grossi fon di utilizzabili dal candidato presidenziale per le elezioni nei singoli stati e a livello nazionale. Secondo la legge attuale, il candidato, se vuole ottenere i fondi federali — che gli vengo no erogati direttamente, scavalcando il partito — deve racco gliere una miriade di piccoli contributi, con un tetto molto basso che vengono cercati non attraverso il partito, ma gra zie alla sua organizzazione personale. Un importante stru mento di forza politica è stato quindi tolto dalle mani dei partiti ed assegnato in parte al candidato ed in parte al go verno federale. Un altro canale di indebolimento è il moltiplicarsi delle elezioni primarie. Alcuni anni fa non esisteva un periodo di primarie lungo come l ’ attuale. Fin dal suo nascere, agli inizi del secolo, l ’ elezione del candidato alla presidenza da parte degli iscritti è stata considerata uno strumento per togliere il potere di nomina agli apparati di partito, in ultima analisi al le macchine locali e statali. Oggi le primarie sono 37, dopo una moltiplicazione del loro numero avvenuta agli inizi degli anni ’ 70, con una forte riduzione del potere degli apparati locali. Un altro elemento a favore di questa tendenza è il mas siccio ruolo che hanno assunto i «media» nella campagna elettorale: questa non viene più effettuata attraverso incontri, comizi organizzati a livello locale dai partiti ma soprattutto attraverso la televisione. Ora, l ’ atteggiamento verso i grandi «mass media» viene deciso centralmente dalle organizzazioni elettorali dei candidati ed attuato come linea politica della campagna del candidato, e non del partito. Tutto ciò com porta una valorizzazione del singolo che viene vincolato non più al partito ma agli operatori politici che gli sono legati personalmente, a cui deve fornire una contropartita una vol ta eletto. I benefici dello «spoils System» e del «patronage» non vanno più ai membri del partito ma alla grossa macchi
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