Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
co più del 20% della forza lavoro. La grande maggioranza dei lavoratori industriali e, a maggior ragione, del proletaria to urbano nel senso più lato del termine resta parzialmente fuori da questo aspetto del discorso. Tuttavia anche questa osservazione richiede alcune precisazioni: se il dato nazionale di sindacalizzazione è molto basso, esso è invece elevato per particolari categorie industriali, come gli automobilisti, i mi natori, i siderurgici, i portuali, parte dei tessili del nord. Queste categorie individuano anche zone geografiche in cui sono localizzate in prevalenza le industrie del settore: nella Detroit automobilistica, tra i tessili del Massachussetts e di New York, tra i portuali californiani o della costa est, tra i minatori della Pennsylvania o i siderurgici dell ’ Ohio, la cul tura sindacale è una delle componenti di fondo dei valori dif fusi e condivisi a livello di comunità nel suo complesso. Ac cettando l ’ ipotesi di Grenstone che dagli anni trenta il sinda cato AFL-CIO ha funzionato, sotto il profilo elettorale, come sezione del partito democratico tra i lavoratori industriali, si giunge alla conseguenza che in queste zone del paese il peso dell ’ opinione sindacale va al di là delle percentuali indicate; emerge perciò il luogo comune che negli stati di vecchia in dustrializzazione non si nomina il candidato democratico, nè tanto meno si riesce ad eleggerlo alla presidenza, senza l ’ ap poggio sindacale. Inoltre la forza dei sindacati è concentrata proprio in molti dei dieci stati più popolosi del paese (nell ’ or dine: California, New York, Texas, Pennsylvania, Illinois, Ohio, Florida, Michigan, New Jersey, Massachussets), deci sivi per la elezione presidenziale perché qui vengono attribui ti la maggior parte dei «voti elettorali», la cui maggioranza decide la nomina. I dati mostrano tuttavia un primo macro scopico elemento di debolezza, che verrà ripreso in seguito: alla forza sindacale nelle tradizionali roccaforti industriali non corrisponde un peso altrettanto significativo nelle aree di espansione del sud, dove molte delle nuove industrie vanno ad installarsi, e dove si stanno spostando molti degli equilibri politico-economici del paese. Su questo terreno si gioca pro babilmente una delle battaglie decisive del futuro del sindaca to americano sotto tutti i profili. Un altro fattore di rafforzamento del tradizionale ruolo politico-elettorale del sindacato è il tasso relativamente mag giore di partecipazione elettorale rispetto alla media naziona le. Mentre quest ’ ultima era nel 1976 del 54%, i componenti di una famiglia un membro della quale è iscritto al sindacato votano al 65%. Si tratta quindi di un elettorato relativamente benestante, «garantito», tendenzialmente concentrato in classi di età con una esperienza diretta o mediata dei periodi difficili della de pressione e dell ’ instabilità di reddito dove le preoccupazioni economiche dell ’ impiego, del consumo e della mobilità sono prevalenti sia rispetto agli obiettivi libertari dei giovani e della borghesia postindustriale, sia rispetto alle preoccupazioni as sistenziali delle nuove minoranze etniche. Gli strati urbani che sono ai margini del mercato del lavoro (salvo gli anziani) sono sottorappresentati tra coloro che sono registrati e vota no. Tenendo conto dell ’ espansione della organizzazione sin dacale all ’ interno della burocrazia pubblica elettoralmente at
30
Made with FlippingBook - Online Brochure Maker