Problemi della transizione 1981
I partiti politici americani
Costi del welfare state e modifiche della stratificazione sociale
Negli anni trenta, gli italiani, i polacchi, gli irlandesi, gli slavi, gli immigrati giunti negli USA tra il 1870 e la guerra mondiale erano considerati i poveri, le sezioni della popola zione maggiormente colpite dalla depressione. Essi erano sta ti tra i principali beneficiari delle misure economiche e assi stenziali newdealiste, determinandone un massiccio ingresso sulla scena politica in nome dei valori americani rinnovati dal riformismo rooseveltiano. Parte almeno di questo strato sociale ha poi consolidato la propria posizione economica grazie allo sviluppo degli an ni ’ 50 e ’ 60 attestandosi spesso nelle zone più garantite della classe operaia in piccole e medie attività di servizi, commer cio, artigianato tra i «colletti bianchi» esecutivi. Il problema tuttavia non si pone tanto in termini di «imborghesimento» di questi settori di classe, quanto della contemporanea crea zione di nuove minoranze e strati di proletariato urbano, im mediatamente «al di sotto» dei vecchi strati operai etnici newdealisti. Lo sviluppo ha richiamato nelle grandi aree ur bane una nuova vasta minoranza caraibica messicana e cen tro americana, che oggi rappresenta uno strato sociale cospi cuo nelle maggiori città (messicani, portoricani, haitiani, cu bani, originari degli stati dell ’ istmo). Inoltre questo periodo ha visto una nuova ondata migratoria di manodopera nera dalle zòne del «profondo sud» a quelle di vecchia e nuova indu strializzazione. La crisi urbana e il problema assistenziale hanno quindi cambiato destinatari ed interlocutori. L ’ appara to statuale del welfare americano e il partito democratico hanno tentato una operazione di nuova cooptazione fondata sui tradizionali strumenti newdealisti. La cosiddetta «svolta assistenziale» degli anni sessanta, con un forte incremento della spesa pubblica a fini civili, realizzatasi prima nella Nuova Frontiera kennediana, poi, in misura assai maggiore, nella Grande Società di Johnson, ha avuto come beneficiari soprattutto queste minoranze, insieme ai nuovi gruppi che divenivano politicamente attivi (donne, giovani, minoranze di costume ecc.). La posizione del vecchio stato operaio urba no newdealista di fronte allo stato assistenziale è almeno par zialmente cambiata. Scaduto il suo ruolo di principale benefi ciario dell ’ espansione della spesa pubblica a fini civili, questi gruppi si sono trovati invece a sostenerne i costi in misura sproporzionata. Il peso fiscale dell ’ assistenzialismo si è infatti rovesciato su questi strati sia come incremento assoluto che come progressività dell ’ imposta. Nel periodo 1953-1975, il carico fiscale sul reddito pari a 4 volte quello medio è cre sciuto di circa la metà dal 20 al 29% ( + 9%). Lo stesso pe so su un reddito medio (corrispondente grosso modo agli strati newdealisti che stiamo considerando) è raddoppiato dall ’ ll al 22% ( + 11), con un incremento percentuale mag giore e una progressività inversa a quella ritenuta socialmen te equa. Non solo ciò illumina alcuni dei fondamenti della «rivolta fiscale», ma permette una ulteriore considerazione: se, come pare, il comportamento politico-sociale è influenza to non tanto da una considerazione della propria posizione economica in termini assoluti, bensì in termini relativi alle al tre fasce di reddito superiori ed inferiori, si capisce allora che queste modificazioni nella stratificazione socio-economica ab
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