Problemi della transizione 1981

I partiti politici americani

cozzare. L ’ operaio italo-americano, in sostanza, era allora incerto tra una prevalente opposizione e il tentativo di farsi ricono scere anch ’ egli come appartenente a una minoranza, trovan do quindi accesso ai benefici di legge. Questa oscillazione, che riguarda quasi tutte le vecchie minoranze etniche operaie urbane, non aveva però in questi anni quella urgenza e drammaticità che è invece subentrata nel decennio successi vo, con il rallentato sviluppo economico. In una situazione di disoccupazione crescente, la riserva del posto sottraeva una potenzialità di lavoro all ’ operaio ita liano o al piccolo impiegato irlandese, polacco, greco, slavo, non certo alla grande borghesia «liberal», dei livelli medio alti del management pubblico o privato o delle professioni, le cui competenze non sono certo minacciate dai beneficiari della «affirmative action». Egualmente, la restrizione degli accessi a buone università (che influenzano potentemente le successive prospettive di vi ta e di guadagno) sottraevano i posti «riservati» ai figli degli operai newdealisti. Questi ultimi infatti si trovano più soven te nelle collocazioni medio-basse delle graduatorie di accesso, mentre i figli della alta borghesia fruiscono di vantaggi quali la maggiore cultura familiare, il curriculum di precedenti scuole secondarie più prestigiose (un grosso vantaggio per es sere accettati in una buona università), una maggiore dispo nibilità finanziaria, fattori che, se si accompagnano a buone doti personali, mettono questi giovani al riparo della concor renza dei beneficiari delle quote. Nelle attuali condizioni dif ficili, si capisce come gli operai e la piccola borghesia new- dealista, che spesso vive ancora nei vecchi centri urbani a im mediato contatto con la zona degradata del ghetto, aggiunga a una crescente opposizione alle nuove minoranze e ai neri, una antipatia quasi altrettanto spiccata per il grande borghe se progressista: egli è accusato di un liberalismo snobistico, motivato solo dalla sua assoluta mancanza di esperienza del la vita a contatto con gli strati poveri che il professionista, che vive nella sua bella casa nelle tranquille periferie subur bane, appoggia politicamente. Questi gruppi urbani hanno cominciato a parlare di «reverse discrimination», di discrimi nazione al contrario per l ’ «affirmative action». Nel famoso ca so Bakke (il ricorso fondato sulla pretesa violazione del princi pio di eguaglianza dei cittadini di uno studente bianco con un curriculum personale migliore di un suo coetaneo nero, accettato a una facoltà di medicina sulla base delle quote) la Corte Suprema ha riconosciuto il fondamento della richiesta del bianco. Di fronte a questa difficoltà, il sindacato hà dato l ’ im pressione di non essere in grado di difendere i propri aderen ti né in termini economico-contrattuali, né in termini di pres sione politica, con una continua erosione degli iscritti e una generale caduta di credibilità, che coinvolge anche i compor tamenti elettorali. Le centrali sindacali paiono impotenti di fronte all ’ imponente fenomeno della migrazione delle indu strie dalle aree di localizzazione tradizionale (costa dell ’ est e zona dei grandi laghi, dove vi è un tasso elevato di sindaca- lizzazione) verso l ’ estero (Taiwan, Corea, Brasile, ecc.) o il

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