Problemi della transizione 1981

I partiti politici americani

Un ’ ultima ragione di indebolimento della presa del parti to democratico sugli strati operai urbani newdealisti consiste in una modifica della sua immagine durante gli anni ’ 60 in una direzione incompatibile con la cultura e i valori condivisi da questi ultimi. Come abbiamo accennato, la loro integra zione nel sistema politico americano è avvenuta sulla base dell ’ americanismo nazionalista, solidaristico e progressista proposto dal New Deal. La loro fiducia nella «American Promise» si è rafforzata durante la lotta antifascista, la ripre sa economica della guerra, e il regime di «consenso totale» emerso durante gli anni ’ 50 in chiave anticomunista e antira dicale. Molti irlandesi, ebrei, polacchi, italiani sono entrati nei ranghi degli impieghi, dell ’ artigianato, del piccolo com mercio, dei servizi per loro si è in parte realizzata l ’ idea di una certa mobilità verticale, di un aumento dei consumi, so prattutto quelli significativi di status (casa, macchina), cen trali all ’ American Promise. Il superamento dell ’ incubo della depressione, un parziale ma effettivo miglioramento del teno re di vita e della posizione sociale, una genuina convinzione di difendere valori democratici, indotta anche da una diffusa manipolazione dei «media» e dal conformismo collettivo, hanno fatto proprio di questi strati i sostenitori spesso più convinti di un blocco di valori patriottici, tradizionalisti sul terreno del costume, della vita privata e delle istituzioni fa miliari, fortemente legati all ’ etica del lavoro; cioè non è ne cessariamente in contraddizione con un vivace rivendicazioni smo economico o una spiccata disponibilità a condurre duri e prolungati conflitti industriali. Questa combinazione di progressismo nelle politiche economico-sociali insieme al pa triottismo dei valori americani era stata caratteristica anche del New Deal (anche se il secondo elemento ha subito una accentuazione conservatrice negli anni cinquanta) e del parti to democratico di Roosevelt. Negli anni trenta l ’ operaio occupato e disoccupato erano tuttavia culturalmente e socialmente omogenei. I disoccupati erano operai «temporaneamente» fuori del posto di lavoro che tuttavia condividevano con larghe fasce di occupati il re troterra culturale, etnico, politico, di comunità e abitudini, compresa la solidarietà derivante dall ’ aver operato fianco a fianco sul luogo di lavoro fino a poco tempo prima nasceva piana e spontanea. Oggi i «disoccupati» marginali per cui l ’ operaio italo-americano paga le tasse non hanno con lui nulla in comune, anzi sono portatori di valori profondamen te conflittuali con i suoi: le tradizioni rurali che ancora stan no alle spalle di molti recenti immigrati centro-americani, i processi culturali messi in moto dalla vita del ghetto urbano, l ’ interiorizzazione della marginalizzazione dovuta al razzismo ed alla degradazione economica, portano i giovani neri, por toricani, chicanos urbani «on relief» ad essere sostanzialmen te fuori del mercato del lavoro, a ritrovarsi profondamente estranei alla sua etica tradizionale, a «non avere voglia di la vorare», nella percezione che ne ha la piccola borghesia, che li accusa di incrementare tutti i fenomeni di anomia propri della decadenza urbana. Questi «inoccupabili», dice la logica neoconservatrice, possono permettersi il lusso di essere disoc cupati e passivi perché il «welfare» liberale ne ha compro

39

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker