Problemi della transizione 1981
I partiti politici americani
uffici di partito a rappresentanti delle minoranze razziali o sociali. A livello elettorale, fu passata una nuova legislazione che immise per la prima volta i neri all ’ esercizio effettivo del voto, che venne contemporaneamente allargato ai diciotto anni. A livello locale venne definitivamente consacrata la «united nations politics» con amministrazioni formate da uo mini politici rappresentanti dei maggiori gruppi etnici; queste misure ebbero all ’ inizio un notevole successo. Al nucleo ori ginario dei democratici newdealisti vennero ad aggiungersi altri gruppi e soggetti sociali, di più recente maturazione po litica. Aumentò il realismo dell ’ affermazioné secondo cui i democratici erano «il partito di tutti» in un sistema politico solo formalmente bipartitico, in realtà formato da «un parti to e mezzo». I democratici divennero maggioritari pratica- mente in tutti gli strati sociali, salvo che nell ’ alta dirigenza industriale e manageriale, che ha continuato a coltivare un favore prevalente per il partito repubblicano, fondato tutta via sulla coscienza di dover trattare con un apparato pubbli co a schiacciante maggioranza democratica. Nel tentativo di conquistare i nuovi strati sociali e le nuo ve minoranze, tuttavia, il partito democratico modificava profondamente la propria immagine attraverso l ’ assunzione di molte delle tematiche libertarie, civili, di costume, di cui questi strati si facevano campioni, e che spesso erano in con trasto diretto con i valori degli strati newdealisti. In uno stu dio degli atteggiamenti politico-culturali delle due frazioni del partito, Ladd Jr. ha trovato profonde differenze: nel 1976, l ’ 80% dei democratici «blue collar» newdealisti ritenevano che una relazione sessuale con altri che il proprio coniuge era sempre erronea (mentre la stessa opinione era condivisa sol tanto dal 38% della borghesia postindustriale e dei nuovi soggetti aderenti al partito); egualmente l ’ 89% riteneva sem pre erronea una relazione omosessuale (contro il 27%), men tre il 55% voleva leggi contro la distribuzione di materiale pornografico qualunque fosse l ’ età del destinatario (contro il 13%). La borghesia postindustriale e i nuovi soggetti ritene vano invece al 59% che il divorzio dovesse essere reso più facile (contro il 21% dei «blue collars» newdealisti della stes sa opinione), erano favorevoli al 72% all ’ aborto senza restri zione (contro soltanto il 34%). In materia di spesa pubblica, l ’ 85% dei nuovi soggetti ritiene che il governo stia spenden do troppo poco per proteggere l ’ ambiente (contro il 49% della stessa opinione nell ’ altra sezione del partito) e troppo per la difesa (59% contro il 21%). Le difficoltà degli anni sessanta e settanta hanno poi polarizzato e radicalizzato que ste opinioni divergenti, come mostra l ’ impressionante dato del 67% dei newdealisti favorevoli a leggi contro i matrimo ni misti tra bianchi e neri (contro il 5%), e dell ’ 85% favore vole alla pena di morte per «crimini gravi» (contro un dato comunque molto elevato del 54% tra i nuovi soggetti e la borghesia postindustriale, che mostra quanta strada abbia fatto la reazione conservatrice alla degradazione del tessuto sociale). Ladd Jr. mostra ancora che le riforme dei meccani smi di selezione dei delegati alle convenzioni democratiche hanno portato al seguente risultato: interrogati sulle stesse tematiche civili, politiche e di costume, i delegati alle conven
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