Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Plebs League). Vennero del pari emarginate, anche quando non erano esplicitamente condannate, certe tendenze interne al marxismo comunista: cosi l ’ eliminazione degli oppositori di Stalin e di altri «deviazionisti» tolse dalla circolazione tutto un settore di scritti del marxismo bolscevico (ad esempio Bog- danov e poi Bucharin, per non parlare di Trockji). In questo senso la «bolscevizzazione» della fine degli anni ’ 20 non fu soltanto politica e organizzativa, ma anche intellettuale. Si ag giunga che — come si è accennato — esistevano motivi tecnici — sia linguistici, sia politici: ad esempio gli effetti del trionfo di Hitler — che rendevano praticamente inaccessibile gran parte delle opere esistenti. Cosi la monumentale biografia di Engels di Gustav Mayer, pubblicata in esilio nei Paesi Bassi nel 1934, rimase praticamente sconosciuta in Germania anco ra molti anni dopo la fine della guerra, e in inglese fu resa ac cessibile nel 1936 soltanto in una traduzione selvaggiamente ridotta. Come è stato osservato, l ’ ignoranza — e in particolare l ’ ignoranza linguistica — non restrinse necessariamente gli orizzonti dei marxisti di allora: nella situazione di monopoliti ca ortodossia teorica, progressivamente imposta ai movimenti comunisti, essa poteva anzi produrre effetti opposti. La mag gior parte dei marxisti occidentali ignorava largamente l ’ orto dossia sovietica, che a partire dai primi anni ’ 30 in Urss era divenuta esplicita, specifica e vincolante su una serie di argo menti che andavano dalla letteratura all ’ arte, dalla teoria eco nomica alla storia e alla filosofia, e che equivaleva alla crea zione di un «materialismo dialettico», che comportava — co me oggi è evidente — importanti revisioni di Marx stesso. In vece, come si è detto, questa ortodossia non era stata ancora formalmente imposta ai comunisti fuori dell ’ Urss. In ogni ca so, se nessun comunista ignorava il proprio dovere di denun ciare direttamente le eresie politiche stigmatizzate in quanto tali (soprattutto il «trockismo»), l ’ imposizione di una nuova ortodossia su questioni più lontane dalla pratica politica non fu specificamente propagandata fuori dell ’ Unione Sovietica, e le discussioni più importanti (eccettuate quelle sulla letteratu ra e l ’ arte) non furono tradotte e rimasero quindi praticamen te sconosciute, influendo dunque ben poco sui comunisti occi dentali. Cosi gli inglesi, gli americani, i cinesi e anche altri continuarono negli anni ’ 30 — e nei paesi anglosassoni anche più a lungo — a utilizzare il concetto di «modo di produzione asiatico», mentre i russi facevano allora attenzione a evitarlo. Un manuale di filosofia sovietico, adattato per il pubblico in glese (e edito nel 1937 da un editore non comunista) contene va la denuncia ormai ufficiale di Deborin e di Luppol, ma an cora nel 1936 la casa editrice ufficiale del partito comunista francese pubblicava tranquillamente un ’ opera di Luppol. I marxisti che sapevano il tedesco e potevano accedere agli scritti giovanili di Marx inserirono con entusiasmo nella loro analisi i Manoscritti parigini del 1844, senza sapere, evidente mente, delle riserve sovietiche su questi scritti. E in effetti, lo stesso famoso quarto capitolo del Breve corso di storia del Pc (b) dell ’ Urss, che raccoglieva i nuovi dogmi del materialismo storico e dialettico, veniva letto non come un invito a criticare chi vi si opponesse, ma quasi sempre come una formulazione

70

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker