Problemi della transizione 1981

Intellettuali e antifascismo

centeschi sui quali Engels aveva fondato le sue riflessioni, e a favore dei quali Lenin aveva combattuto le sue battaglie filo sofiche. Naturalmente erano accessibili sia la Dialettica della natura di Engels, sia Materialismo ed empiriocriticismo di Le nin. Il manoscritto di Engels, come osservava con correttezza scientifica Rjazanov nella sua introduzione, era stato presen tato nel 1924 a Einstein con la richiesta di una valutazione scientifica, e il grande scienziato aveva dichiarato che «il con tenuto non riveste particolare interesse né dal punto di vista della fisica attuale, né da quello della storia della fisica»; for se, però, valeva la pena di pubblicarlo «nella misura in cui co stituisce un interessante contributo alla comprensione dell ’ im portanza intellettuale di Engels». Tuttavia il libro fu letto non come contributo alla biografia intellettuale di Engels, bensì — almeno da parte di alcuni giovani scienziati coetanei di chi scrive, negli anni di Cambridge — come stimolante contributo alla formazione delle loro idee sulla scienza. Occorre comun que ricordare che anche allora c ’ erano scienziati comunisti che in privato ammettevano che il materialismo dialettico non sembrava aver nessun rapporto diretto con la loro ricerca. Non discuteremo qui la storia dell ’ interpretazione marxista delle scienze naturali, e accenneremo quindi solo di sfuggita ai vari tentativi di applicare in quegli anni ad esse la dialettica. Anzitutto va tenuto conto che l ’ influsso esercitato dal mar xismo sugli scienziati indicava come gli scienziati fossero in soddisfatti del materialismo meccanico determinista del secolo XIX, che aveva prodotto risultati decisamente difficili da con ciliare con questo principio esplicativo. Ciò aveva prodotto non solo notevoli difficoltà nell ’ ambito di ciascuna scienza, ma anche una generale frammentazione della scienza stessa e una contraddizione sempre più grave tra i rivoluzionari pro gressi della conoscenza scientifica e l ’ immagine sempre più caotica e incoerente della realtà totale che essa si proponeva di spiegare. Per dirla con le parole di un brillante giovane marxi sta (destinato a morire ben presto in Spagna): «Si è giunti a un punto in cui in ciascun settore la pratica, e la sua teoria specializzata, hanno contraddetto in tale misu ra la tacita teoria generale della scienza considerata nel suo in sieme da far esplodere, di fatto, l ’ intera filosofia del meccani cismo. La biologia, la fisica, la psicologia, l ’ antropologia e la chimica si accorgono che le loro scoperte empiriche esercitano una pressione eccessiva sulla teoria inconscia generale della scienza, e la scienza si dissolve in frammenti. Gli scienziati di sperano della possibilità di una teoria generale della scienza, e si rifugiano nell ’ empirismo, rinunciando a qualunque tentati vo di giungere a una concezione generale del mondo, oppure nell ’ eclettismo, facendo un sol fascio di tutte le teorie specia lizzate, al fine di costruire una visione del mondo raffazzona ta, senza tentare di integrarle; o ancora nella specializzazione, riducendo tutto il mondo alla particolare teoria specializzata della scienza che interessa, nella pratica, il teorico. In ognuno di questi casi la scienza si dissolve nell ’ anarchia e per la prima volta l ’ uomo dispera di conquistare attraverso di essa una co noscenza positiva della realtà» 1 . Per chi riteneva che la concezione scientifica del mondo stesse crollando proprio a causa dei rivoluzionari progressi de

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