Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

riferita ad un unico processo; come se la spina restasse in ag guato per mesi, anni, decenni, in attesa di veder ripetere la si tuazione iniziale. La spina deve riconoscere tale situazione poiché è nata da essa: è quella l ’ unica situazione che la spina possa riconoscere. D ’ improvviso tutto è di nuovo esattamente come prima, solo che le parti sono cambiate. In quell ’ istante, la spina afferra l ’ occasione e si scaglia con la massima energia sulla sua vittima: il capovolgimento si è finalmente com piuto» 16 . La maschera è il limite, la rigidità come potenza contrap posta, che può essere sconvolta solo nel prolungamento del dominio, attuato dal dispositivo della spina. Il comando deve quindi ordinare e depotenziare le emergenze dell ’ incognita, impedirne la manifestazione: la spina presuppone e produce la necessità della violenza, l ’ eccezionaiità distruttiva di una capa cità espressiva che avverte come inaudita, potentissima. Qui il discorso viene di nuovo risospinto all ’ analisi della risoluzione della normatività in comando e alla individuazione della com plessità delle articolazioni di un potere che si pone come produ zione di violenza a mezzo di violenza: in questa prospettiva si comprende come la situazione originaria che ha imposto il do minio debba essere continuamente tradotta sulla scena del rea le. Si potrebbe anche dire — assumendo nuovamente l ’ apporto roucaultiano — che il Medesimo costituisce l ’ Altro attraverso la spina, per ricondurlo infine a se stesso. Ma questo Altro ci appare ora come l ’ immagine mostruosa, segnata dal coman do, di qualcos ’ rt/rro, come la sovradeterminazione dei segni e dei corpi dell ’ incognita. La critica benjaminiana coglie infatti l ’ elemento di novità presente nelle vicende del potere nel mo derno: la riaffermazione del sempreuguale mediante l ’ eccezio naiità violenta dell ’ intervento. Benjamin centra così, nella pa radossale eccentricità del proprio itinerario conoscitivo, il decisivo dislocamento del potere, la sua volontà di (riemerge re nel rovesciamento dell ’ emergenza dell ’ antagonismo. La li berazione dalle spine si dà quindi soltanto nel riconoscimento delle masse degli estremi come «massa di capovolgimento» del rovesciamento attuato dal dominio, nella scrittura della «vera» eccezionalità dei corpi dell ’ antagonismo che elimina le dure ed ufficiali spine degli ordini del comando: «Il sistema di comando è universalmente ammesso. Lo si trova sommamen te accentuato nell ’ esercito. Ma anche molti altri ambiti della vita civile sono dominati e caratterizzati dal comando. La morte quale minaccia è la moneta del potere. È facile mettere una moneta sull ’ altra e accumulare enormi capitali. Chi vuole riuscire ad aggredire il potere deve guardare negli occhi senza timore il comando e trovare i mezzi per sottrargli la sua spi na» 17 . Cerchiamo ora d ’ individuare uno spazio all ’ interno dell ’ iti nerario conoscitivo benjamiano dove lo spiazzamento dell ’ ap parato categoriale esibito nell ’ apertura sulla Kritik der Gewalt

16 Ibidem, p. 360. 17 Ibidem, p. 517.

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