Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

stupefacente «dilazionante dilatazione» del divino. La conflit tualità come lontananza di Dio, come testimonianza dolorosa dell ’ assenza del trascendente nell ’ immanente, provoca un forte ideale di stabilizzazione che si concretizza nella discussione sulle funzioni del sovrano nello stato d ’ eccezione: «Se il mo derno concetto di sovranità porta al supremo potere esecutivo da parte del principe, quello barocco si sviluppa sullo sfondo di una discussione sullo stato d ’ eccezione e implica che una delle principali funzioni del principe sia quello di evitarlo. Chi esercita il dominio e governa è già preliminarmente destinato ad essere il detentore di un potere dittatoriale nello stato d ’ ec cezione, ove questo sia determinato dalla guerra, dalla rivolta e da altre catastrofi» (DB, p. 52). L ’ eccezione può essere risolta, attraverso la decisione del sovrano, in un ordine, nella strutturazione normale dei rap porti della vita storica, che però non è assolutamente giustifi cato e legittimato da nessuna dimensione teologica. La conflit tualità del mondano può essere organizzata dal potere sovra no, ma le sue formazioni non possono più pretendere la verità della pace che si realizzava nell ’ unità simbolica del divino e del terrestre. La pace raggiunta dal potente è sempre vana, ap parente. Il Trauerspiel rappresenta appunto questa caducità, il baratro che separa la trascendenza dal mondano, condan nando alla decisione, al consumo del salto: la sacralità di una perfezione simbolica è in questo quadro perduta, insieme alla speranza di ritrovare l ’ essenza del simbolo che collegava l ’ umano al divino. Benjamin, appoggiandosi alla riflessione sul concetto di sovranità di C. Schmitt 19 , coglie nel barocco la presenza non dell ’ ideale storico-politico della restaurazione, ma quella inquietante dell ’ idea di catastrofe: «L ’ uomo religio so del barocco si aggrappa tanto al mondo perché si sente tra scinato con esso verso una cataratta. Non esiste un ’ escatolo gia barocca; e proprio per questo c ’ è un meccanismo che rac coglie ed esalta tutto ciò che è nato sulla terra, prima di con segnarlo alla morte. L ’ aldilà è svuotato di tutto ciò in cui spira il benché minimo alito del mondo, e ad esso il barocco at tinge una serie di cose che prima usavano sottrarsi a qualsiasi intervento formante e, al suo culmine, le espone alla luce del mondo in forma drastica, per sbarazzare un ultimo cielo e per porlo, quale un vuoto, nello stato di poter un giorno annien tare dentro di sé, con catastrofica violenza, la terra» (DB, p. 53). Lo stato d ’ eccezione richiede sempre la decisione sovrana che, come espressione della creatura, è soggettiva e quindi parziale. La norma introdotta dalla decisione produce, come abbiamo già sottolineato, una soluzione solo apparente del conflitto, in quanto anche la sua (sovra)determinazione ap partiene allo stato creaturale e non può ottenere un consenso generale: la decisione, il comando che cerca di costruire e reg gere la natura delle cose, è parte dell ’ irriducibile conflittualità

19 Sul rapporto tra Benjamin e Schmitt cfr. M. R umpf , Radikale Theologie. Benjamins Beziehung zu Cari Schmitt^ in AA.VV., Walter Benjamin - Zeitgenosse der Moderne, Scriptor, Kronberg/Ts.» 1976, pp. 37-50. Cfr. inoltre M. C acci ari , In

transitabili utopie, in H. von H of - mannsthal , La Torre, tr. it. di S. Bortoli Cappelletto, Adelphi, Mila no, 1978, in particolare pp. 193- 201.

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