Problemi della transizione 1981

W. Benjamin mondana; il suo ordine è incapace di riassumere interamente la complessità del reale, di porre termine al conflitto. I vincoli giuridici che la decisione impone sono costituzionalmente im potenti: l ’ impossibilità del consenso, la trasgressione della norma, ribadiscono la variabilità delle situazioni di fatto in cui si trova la creatura, la sua essenziale storicità. Di fronte al lo stato d ’ eccezione il potere sovrano è chiamato a ( riformare la normalità che pretende di comprendere il nuovo, ma quest ’ ultimo è irrimediabilmente plurale, non pre-ordinabile nella sua estraneità. È proprio questo gioco del conflitto, con gli effetti dirompenti e disgreganti dell ’ incessante produzione d ’ instabilità che consuma ogni regola, a rappresentarsi nel Trauerspiel, nell ’ esposizione barocca dei travagli storici; anzi, nel Trauerspiel la storia è effettivamente presente sul palcosce nico come «storia-natura», come forma di una rovina che si raccoglie nella scrittura degli intrecci e dei conflitti dello stato creaturale, negli spiazzamenti dell ’ allegorico. Il potere sovra no, la «creatura suprema», conosce la problematica del suo porsi sulla scena del conflitto e cerca di rispondere alla «mise ria» del suo produrre organizzazione da un lato con la estremizzazione-accentuazione degli aspetti normativi (dittatu ra), dall ’ altro con la estremizzazione-accentuazione della disil lusione, della sofferenza. Per quanto riguarda il primo aspet to, l ’ estremizzazione della decisione provocata dal radicalmen te nuovo, dall ’ emergenza che il conflitto (ri)produce, si con cretizza appunto nella dittatura, nel tentativo di mascherare d ’ eterno la caducità delle espressioni dell ’ intervento che vuole organizzare il mondano. Il «decisionismo assoluto» dell ’ auto rità sovrana è teso a stabilizzare e a rimuovere la precarietà del proprio mondo di regole e ordinamenti. Il potente si sente prescelto dalla grazia divina, destinato a restaurare la quiete del semplice, del sicuro: la divinizzazione dello stato creatura le, o più precisamente l ’ avvento di un ordine caratterizzato da un determinismo fisico-naturale, è l ’ utopia che si cela nell ’ idea di dittatura. Per Benjamin «il compito del tiranno è la restau razione dell ’ ordine nello stato d ’ eccezione: una dittatura, la cui utopia sarà sempre di porre, al posto dell ’ instabile divenire storico, la ferrea costituzione delle leggi di natura» (DB, p. 63). Tuttavia anche l ’ ordine che si cerca d ’ imporre con la ditta tura è caduco, privo di un fondamento trascendente, come del resto tutte le situazioni e le figure rappresentate nel Trauer spiel. La sovradeterminazione dittatoriale del conflitto che si esprime in una ricerca costante tesa a ridurre la storia a dive nire naturale, al calcolo della misura necessaria per realizzar ne una effettiva e piena comprensione, non riesce infatti a su perare il divenire creaturale, l ’ inarrestabile dinamica conflit tuale. Quest ’ ultima determina la precarietà degli ordini del potere sovrano, la vanità dei tentativi d ’ organizzazione di un insieme di relazioni e proporzioni finali da distendere sul rea le: la dittatura vuole superare lo stato d ’ eccezione e porsi co me irrinunciabile premessa per una completa normalizzazione del conflitto, ma è costretta alla ripetizione della propria ecce zionalità da una potenza espansiva che rifiuta l ’ alienazione imposta dalla regola sovrana. Anche la decisione del potente sullo stato d ’ eccezione è quindi costretta all ’ infinita ripetizione di se stessa, cioè all ’ impotenza e all ’ impossibilità pratica di de

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