Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Alcuni dati interessanti circa il rapporto medico-paziente nell ’ area delle informazioni sessuali: il tabù dell ’ informazione

(52%) ritiene non necessario essere informa te, anche se durante la gravidanza vive spesso situazioni conflittuali in ragione del suo grado d ’ ignoranza su questo tema; — fra le altri fonti d ’ informazione la più utilizzata è la lettura (57%), unica fonte che non comporta il dialogo; — fa spicco la percentuale di gestanti (9%) che non chiede e non riceve informazioni, adeguando il comportamento sessuale in gra vidanza alla propria emotività circostanziale. In sintesi i dati evidenziano, analogamente a quelli di Pasini (1976), una resistenza che coinvolge in pari tempo il ginecologo e la ge stante, determinando un circolo vizioso. Il tabù ha radici profonde nella società contemporanea. Esso è la logica risultanza delle implicanze etico-religiose occidentali: è stata attribuita al sesso una funzione strumen tale riproduttiva sublimata solo dall ’ «amore»; in pratica il processo d ’ idealizzazione dell ’ atto sessuale lo ha svuotato di contenuti ideali propri, sino a determinare intorno ad esso un ’ atmosfera di pudore, a volte di colpa. I consigli dati dal ginecologo, sia sponta neamente che su richiesta della gestante sono numerosi, solo in minima parte giustificati dalla condizione fisica delle gestanti 1, il più delle volte immotivati. In quasi la metà dei casi (42%) viene consi gliata la astensione dai rapporti sessuali in de-

Per rendere rapidamente esplicito il livello di educazione sessuale della gestante, abbia mo riportato nella Tab. 10 la percentuale di frequenza dei canali di informazione esistenti (ginecologo, letture, preparazione al parto, parenti, amici, ambiente di lavoro). I dati mostrati consentono alcune conside razioni: — solo nell ’ 8% dei casi il ginecologo af fronta spontaneamente con la gestante il pro blema della sessualità in gravidanza; — appena un terzo delle gestanti (30%) po ne al ginecologo quesiti sulla vita sessuale du rante il periodo gravidico; — fra le gestanti che desiderano essere in formate, oltre un terzo non lo fa per cono scenza, ma per timori generici, cioè sotto l ’ impulso di una esigenza emotiva, non di cer to razionale e critica; — in più della metà dei casi (62%) il pro blema è addirittura ignorato e dal ginecologo e dalla gestante; — fra le gestanti che non chiedono e non ricevono informazioni, la maggior parte

INFORMAZIONI SULLA SESSUALITÀ IN GRAVIDANZA

(Tabella 10) GINECOLOGO

19% 8% 3%

per conoscenza personale per timori generici per altro

spontaneamente dal ginecologo 8% su richiesta della gestante 30% perchè non osato dalla gestante 9% perchè ritenute non necessarie dalla gestante 53%

38%

— Informazioni fornite

62%

— Informazioni non fornite

ALTRE FONTI DI INFORMAZIONE 1 — Letture — Preparazione al parto — Parenti - amici - ambiente di lavoro

69% 30% 25%

— Nessuna informazione 9% 1 La percentuale totale supera il 100% perchè molte gestanti hanno attinto informazioni contemporaneamente da diverse fonti.

1 In accordo con altri Autori, che si sono occupati di questo problema (Neubardt, 1973), riteniamo sia op portuno sconsigliare il coito alla cop pia «in attesa» di un bambino — poi ché crediamo che esso sia potenzial mente dannoso per la gravidanza — nelle seguenti condizioni: — minaccia d'aborto o di parto pre maturo — individuazione clinica di stati fi-

siopatologici della gestante e/o del feto che rappresentano un reale peri colo per la gravidanza e che la solleci tazione meccanica coitale rende più minacciose

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