Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
mazione tra ginecologo e gestante più efficace — stimolando la gestante a chiedere informa zioni e il ginecologo a fornirle — Il profilo della gestante-. — livello socioculturale alto — ménage sessuo-riproduttivo «giovane» — presenza di malattie extragenitali remote ed attuali — monitoraggio accurato della gravidanza eseguito con controllo privato — buona conoscenza della fisiologia gravi dica — timore di abortire e timore nei rapporti — intensa percezione emotiva del feto. Viceversa facilita il tabù, cioè rende il rap porto di informazione tra ginecologo e ge stante meno efficace — stimolando la gestan te a non chiedere informazioni e il ginecologo a non fornirle — il profilo della gestante-. — ménage sessuo-riproduttivo collaudato — assenza di malattie extragenitali remote ed attuali — monitoraggio poco accurato della gravi danza eseguito con controllo mutualistico — scarsa conoscenza della fisiologia gravi dica — assenza di timori durante i rapporti e di timore di abortire — modesta percezione emotiva del feto. La «coesistenza» del tabù si riflette poi nel comportamento sessuale del partner, riconfer mando il valore primario della copia nella ge stione della sessualità e della maternità. Conclusioni Un dato costante della letteratura sulla psi cologia della gravidanza è il riconoscimento che l ’ evento gravidico radicalizza nelle donne una dissociazione più o meno latente tra atti vità sessuale e funzione materna, tra femmini lità e maternità (Pasini, 1975) o, per dirla con Fornari (1976) tra codice genitale e codice materno o, con Racamier (1967) tra sessuali tà e maternità, e che il conflitto che ne conse gue è risolto rinunciando alle esigenze della sessualità a vantaggio di quelle della materni tà. Gioverà ricordare che in questa opposizio ne la sessualità è solitamente rappresentata, e così avviene anche nella nostra indagine, co — immigrazione dal Sud-Italia — livello socioculturale basso
me sessualità esercitata nel rapporto con un partner eterosessuale. L ’ eventuale esercizio autoerotico è stato trascurato. Non possiamo in questa sede che sottolineare la necessità di un allargamento di prospettiva e dichiarare i limiti di questa nostra indagine. Ciò posto, possiamo estrarre dalle teorie e dai dati disponibili nella letteratura almeno quattro ipotesi fondamentali sulle vicende di sessualità e maternità e sul predominio di questa su quella in gravidanza. Una prima ipotesi è che con la gravidanza si mette in atto un investimento narcisistico sul se e sul figlio in gestazione, con cui la ge stante instaura una relazione simbiotica; si costituisce così un universo concluso, alla cui difesa la donna si dispone con un atteggia mento sacrificale e vivendo una condizione di onnipotenza creativa. Una seconda ipotesi vede la gravidanza sot to il segno di una ambivalenza affettiva (accettazione-rifiuto) nei confronti della gra vidanza stessa; la donna allora ha il problema di proteggersi dalle aggressioni contro di sè (da parte del figlio, che minaccia la sua inte grità fisica e altera la sua immagine corporea; da parte di se stessa, con il senso di colpa che prova per essere entrata in competizione con la propria madre) e contro il figlio (da parte di se stessa per l ’ aggressività che prova nei confronti di questo invasore minaccioso); questa condizione ambivalente genera ansie depressive (autoincolpamento per non fare abbastanza per la protezione di sè e del figlio, con conseguenti comportamenti sacrificali) e persecutorie (specie nei riguardi del partner, su cui è proiettata anche l ’ aggressività della donna), con il risultato di privilegiare la ma ternità sul rapporto con il partner. Si osservi che le due interpretazioni sono affini, ma si differenziano nel ruolo attribuito al conflitto. Anche nella prima ipotesi sono riconosciuti elementi conflittuali, per cui il re clinarsi nell ’ universo simbiotico è contrastato da esigenze erotiche e di rapporto col partner, ma la scelta per la maternità è in sintonia con il più profondo, il vero bisogno attuale, e il conflitto rimane del tutto marginale. Per la seconda ipotesi invece la scelta per la materni tà è generata dal conflitto stesso come modo per risolverlo. Una terza ipotesi sottolinea invece il ruolo della patologia organica della gravidanza, sia nel senso di una reale minaccia d ’ aborto sia nel senso della patologia minore che arreca soltanto una condizione di disagio fisico.
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