Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
2. La vittoria di Mitterand nel contesto politico-istituzionale francese
Una riflessione sull ’ avvenimento che si limitasse alle ra gioni del risultato e ai mutamenti prevedibili nel paesaggio politico francese potrebbe essere valida per qualsiasi paese ma non per la Francia. In effetti le istituzioni francesi sono tali che l ’ entrata di Mitterand all ’ Eliseo sconvolge un proget to politico che nella mente dei suoi ideatori era fatto per du rare e per impedire praticamente l ’ alternanza attraverso un meccanismo destinato a ciò pur nel rispetto delle regole della democrazia formale. Quando, nel 1978, il gollista Alain Peyrefitte affermò che in Francia non erano da prevedere mutamenti di direzione politica almeno fino al duemila e oltre, sapeva di cosa parla va. Intanto con l ’ elezione del presidente della repubblica a suffragio universale, a partire dal 1962, la Quinta repubblica assume una struttura nuova, di tipo presidenziale, che crea una netta separazione tra potere esecutivo e potere legislativo poiché il Capo dello Stato, che è anche capo dell ’ esecutivo, non è responsabile delle proprie decisioni davanti al Parla mento (mentre lo è il capo del governo) e si trova quindi, grazie alle istituzioni, in un sfera superiore di potere che sfugge ad ogni controllo democratico. Ciò evidentemente apre la strada a tutte le tentazioni e su questo terreno Gi- scard d ’ Estaing non si è fermato a metà essendo riuscito a porre sotto la propria autorità personale anche quegli ecce zionali strumenti di potere che sono i «media». È evidente che in un paese come la Francia, dove sono particolarmente radicati la devozione per lo «Stato forte», la paura del «salto nel buio», l ’ amore per il risparmio e il con vincimento che la sinistra è scialaquatrice, già la figura istitu zionale del Presidente della repubblica è dissuasiva di qual siasi alternanza «a sinistra» e favorisce il voto cauto e mode rato. A ciò si deve aggiungere un sistema elettorale in due turni (e con un taglio del tutto arbitrario delle circoscrizioni destinato a penalizzare le zone operaie e a premiare quelle agricole tendenzialmente conservatrici) che ha fatto miracoli attribuendo ad ibride coalizioni di centro-destra maggioranze parlamentari ben superiori alla loro influenza elettorale. Il tutto ha assicurato per ventitré anni la necessaria omogeneità politica tra presidente della repubblica, governo e maggio ranza parlamentare, quel blocco praticamente impossibile da scalfire che dava a Peyrefitte la certezza della perennità del potere conservatore. Nel 1981, e contro ogni previsione, Mitterand conquista la presidenza della repubblica, questo meccanismo politico istituzionale si grippa e il progetto golliano ne risulta scon volto. In effetti quando Mitterand afferma, dopo il proprio insediamento all ’ Eliseo, che «per la prima volta la maggio ranza politica corrisponde alla maggioranza sociale» afferma indirettamente che le istituzioni della Quinta repubblica — grazie alle quali una minoranza sociale deteneva la maggio ranza parlamentare e presidenziale — costituiscono ormai una sorta di gabbia o di camicia di forza nelle quali il paese non può più esprimersi liberamente. C ’ è una maggioranza elettorale di sinistra che ha eletto un presidente della repub blica di sinistra ma questo presidente non può realizzare il programma di cambiamento sul quale è stato eletto perché il
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