Problemi della transizione 1981
Alternativa democratica
no ad essere liquidate posizioni puramente congiunturali (il terremoto, lo scandalo del petrolio) e tattiche: sia in conside razione dei modi della precipitazione della nuova proposta politica sia per la difficoltà iniziale ad individuare contenuti da far avanzare nelle politiche dei partiti, nelle forze sociali e tra gli stessi nuovi soggetti. Ma il rapidissimo deterioramento delle suggestioni della governabilità perseguita dalla maggio ranza, la vittoria di Mitterand, il successo nei referendum sulla legge 194 e poi l ’ esplosione a catena della vicenda della Loggia P2 aiutano il rilancio di un rapporto tra elaborazione e scelte, in cui la proposta politica riesca a cogliere spinte di cambiamento accumulate nella realtà di forze individuali, di gruppi, di classi, negli assetti istituzionali e sociali; ad avan zare idee-forza e proposte su punti essenziali in grado di co struire un nuovo senso comune e un processo reale di tra sformazione. Su due piani: 1) Il sistema di potere che esprime il pieno dispiegamento dell ’ autonomia del politico nella forma dello stato sociale co struito in Italia, insediato nei punti più delicati dei posti di comando, di comunicazione, costitutivo delle scelte di svilup po, dopo la sua esplosione, non appare oggi ricomponibile con mediazioni di vertice. Qui sta la novità e anche la pericolosità della situazione che richiama — per analogia nella drammaticità del giudizio e per differenza nella risposta — passaggi della elaborazione comunista della prima metà degli anni ’ 70 quando venne lan ciata la proposta del compromesso storico. Ma in una dire zione diversa che passa attraverso un cambiamento radicale dei partiti: di sinistra, delle forze laiche e nell ’ area complessa dei cattolici democratici. In realtà si è già aperta una fase as sai delicata nella quale per non tornare indietro si tratta di favorire una reale governabilità del processo di transizione — anche nei suoi momenti di discontinuità — del declino della DC, del suo sistema di alleanze, senza che venga travolta la democrazia. 2) L ’ entrata in campo di nuovi soggetti sta già operando nelle culture del movimento operaio: la vicenda dei movi menti di emancipazione e di liberazione delle donne — non è solo un esempio — mentre afferma una concreta soggettività, ha già iniziato ad agire come elemento di crisi e di trasfor mazione delle forme della politica e può diventare decisivo nella modificazione della qualità dello sviluppo. Qui la cen tralità dell ’ individuo, della persona, rende esplicita l ’ inaccet tabilità di ogni forma di contrapposizione tra mezzi e fini: da un lato la politica non è solo scelta razionale dei mezzi, dall ’ altro gli stessi grandi obiettivi della tradizione del movi mento operaio — solidarietà, giustizia, liberazione — non si riducono a «punti immaginari a cui appendere i nostri pro getti», ma hanno bisogno di diventare elementi di scelte di rette, piene di senso concreto: per progettare processualmen te condizioni di libertà e di cambiamento, in assetti sociali e produttivi e dentro compatibilità dure ma modificabili 4 . Qui lo sforzo di adeguamento e di innovazione dei partiti è diventato urgente: la proposta dell ’ altenativa democratica, proprio perché contribuisce a mettere in movimento il siste ma politico e di potere bloccato da oltre un trentennio, può
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