Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
dustriali l ’ altro grado di produttività già raggiunto implica sa crifici non lievi (sofisticazione spinta dei macchinari e sforzo aggiuntivo psico-fisico degli addetti) per poterla ulteriormente incrementare, mentre a monte e a valle della vera e propria produzione esistono ancora aree di bassa produttività, su cui si può intervenire con minori difficoltà. Per entrambi questi temi — terziarizzazione e contributo ai processi produttivi — l ’ apporto che le tecnologie elettroni che ed informatiche potranno dare sarà determinante non solo ai fini dell ’ efficienza globale, ma soprattutto per migliorare le condizioni di lavoro. Ultimo elemento, ma certamente non in ordine di impor tanza, da tener conto nella combinatoria dei fattori che con tribuiranno a stabilire un nuovo equilibrio fra livelli occupa zionali e progressi della tecnologia, sarà la progressiva ridu zione dell ’ orario di lavoro. A tutte queste tematiche il sindacato a livello europeo sta dando delle risposte pienamente consapevoli, e a questo pro posito nel recente studio «Gli effetti della microelettronica sul l ’ occupazione in Europa occidentale negli anni ’ 80» (ISE - Isti tuto Sindacale Europeo - Bruxelles 1980) si legge: «I lavorato ri sono, normalmente, il primo gruppo sociale che paga i costi sociali dell ’ applicazione di nuovi sistemi tecnologici alla pro duzione. Ma nello stesso tempo, l ’ aumento dei livelli di vita nel lungo periodo e le possibilità di accrescere il tempo libero dipendono in effetti dall ’ applicazione degli sviluppi tecnologici alla produzione. La linea di condotta del sindacato deve ba sarsi sull ’ individuazione di un equilibrio fra questi due aspetti contraddittori del mutamento tecnologico». Tornando più direttamente a parlare del rapporto fra svi luppo e occupazione nel nostro settore, non c ’ è dubbio che nel passaggio dalla tecnologia elettromeccanica (ma si potrebbe anche dire: elettrica, meccanica, idraulica, etc.) a quella elet tronica, a parità di prodotti finiti o di servizi resi, c ’ è una di minuzione notevole di manodopera diretta; bisogna però te ner conto delle nuove quantità di produzione, della nascita dei nuovi servizi e della nascita di attività collaterali. Nelle telecomunicazioni, l ’ esperienza dei paesi che sono all ’ avanguardia nella fase di transizione (soprattutto gli USA), ci dice che nella manodopera diretta addetta alla fabbricazio ne e al montaggio della commutazione elettronica 5 , c ’ è un ca
3. Passaggio dall ’ elet tromeccanica all ’ elettro nica
nica. Questo processo, destinato a completarsi nell ’ arco di un decennio, non è una semplice sostituzione tec nologica, ma amplia notevolmente la gamma dei servizi di telecomunica zioni offerti all ’ utenza.
5 Commutazione elettronica - La commutazione è quella tecnica che realizza dispositivi capaci di stabilire automaticamente collegamenti fra diverse sorgenti di informazioni (utenti) inseriti nella rete di teleco municazioni. Fino ad oggi i sistemi di commutazione sono stati costruiti con componenti meccanici o elettro meccanici (soprattutto relè); attual mente è in atto l ’ introduzione nella commutazione dei moderni circuiti integrati prodotti dalla microelettro
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