Problemi della transizione 1981
Elettronica e trasformazione
che tale scelta comportava un forte investimento nell ’ uomo per quel che riguardava «autovalorizzazione» e «partecipazio ne creativa», ma conteneva il rischio di una riduzione delle li bertà individuali, ed infatti anche secondo i precisi tecnocrati giapponesi il parametro «libertà di scelta» nel modello infor- mazionale aveva la valutazione più bassa rispetto a tutte le al tre opzioni. Su questo punto ha perfettamente ragione S. Rodotà quando (S. Rodotà «Avremo più o meno democrazia?» in «Pace e guerra» - Settembre 1980) parla di «tutela della riser vatezza individuale», «diritto di accesso alle informazioni da chiunque raccolte», e «rischi concreti di isolamento per indivi dui e famiglie» creati dalla telematica. Più in generale, circa il rapporto fra «sfida informatica» e democrazia, S. Rodotà po ne un inquietante interrogativo, che potrà essere sciolto solo da uno sviluppo armonico fra progresso tecnico-scientifico e rapporti politici orientati verso una nuova società: «Nel giro di una quindicina d ’ anni, il clima culturale è completamente cambiato: problemi d ’ innovazione tecnologica e d ’ innovazione istituzionale appaiono sempre più fittamente intrecciati; alle previsioni sugli sviluppi della tecnologia nei venti o trenta an ni futuri si accompagnano analoghe ipotesi sulle trasformazio ni dei sistemi socio-politici. Con un interrogativo costante sul lo sfondo: tutto questo ci darà più o meno democrazia?». Indubbiamente l ’ elettronica e l ’ informatica possono e de vono essere utili nell ’ organizzazione del lavoro e nello stesso modo di vivere. In una fase in cui si parla di «rendimenti de crescenti» dello sviluppo tecnico-scientifico, di calo della pro duttività nei maggiori paesi industrializzati (USA, Canada, Gran Bretagna oltre che Italia), e di sovracapacità produttiva in alcuni settori tradizionali (siderurgia, chimica, cantieristi ca), l ’ apporto dell ’ elettronica può essere determinante. Abbiamo già visto come l ’ informatica possa essere utile per aumentare la produttività del terziario e del lavoro di uffi cio inserito nella produzione. Per quanto riguarda la razionalizzazione e l ’ automazione della produzione, gli anni ’ 70 sono stati caratterizzati dai pro blemi di progettazione di circuiti stampati e di assemblaggio dei chip, al fine di aumentare la produttività e di risparmiare energia. Negli anni ’ 80 si perfezionerà la progettazione com puterizzata CAD (Computer Aided Design) e si comincerà ad affrontare il tema della produzione computerizzata, per cui l ’ obiettivo del prossimo decennio è proprio quello dell ’ ottimiz zazione fra CAD e CAM (Computer Aided Manufacturing). In definitiva lo scenario a cui sembra tendere la fabbrica del futuro, è quello dell ’ integrazione fra progettazione e produzio ne, con la formazione di un sistema abbinato fra CAD e CAM in una rete elastica non monolitica di procedure e di processi: progettazione, produzione, assemblaggio e controllo. Elemento decisivo per il salto di qualità che l ’ apparato produttivo si appresta a fare, sarà senza dubbio il contributo intersettoriale dell ’ elettronica: si è cominciato dalla meccani
6. La «rivoluzione» microelettronica
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