Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

ca, ma si aprono grosse possibilità di utilizzo nel controllo di molti processi industriali e nei servizi, con notevole risparmio di energia e di tempo, sostituendo il trasporto di informazioni al trasporto fisico di persone e di oggetti. Molto di questo sviluppo sarà dovuto all ’ introduzione del la microelettronica, e più in particolare alla penetrazione dei microprocessori in moltissimi organi e sistemi, sostituendo componenti realizzati con dispositivi tradizionali. A questo proposito ha forse ragione D.K. Stout, quando afferma che: «I due maggiori elementi di freno nella diffusione della nuova tecnologia in particolari economie industriali sa ranno i lenti tempi di reazione (e la mancanza di conoscenza) dei dirigenti e il timore della disoccupazione» (vedi D.K. Stout «Modern Technology: Problem or Opportunity?» nella rivista trimestrale Deadalus, inverno 1980 - Harvard University, ri portato anche su «Il sole-24 ore» nei giorni 25-26.4 ed 1.5.1980). Certamente la rivoluzione microelettronica è un processo che va programmato e gestito, se non si vuol andare incontro a gravi perturbazioni nel mercato del lavoro e nei rapporti so ciali. A livello internazionale è probabile che i vantaggi com merciali andranno al paese che avrà sviluppato per primo una determinata applicazione, e per questo non si può più dare per acquisito che gli USA continueranno ad essere all ’ avan guardia nell ’ intera gamma di sviluppi e di applicazioni. Sul mercato del lavoro le variazioni, come già si è accen nato, saranno notevoli, e forse quella più forte non sarà quel la legata ai rischi della disoccupazione. Poiché infatti la tecno logia permetterà, o addirittura richiederà, ripetuti cambia menti nel progetto di sistemi che erano ideati per una durata di qualche decina d ’ anni, si può dire che, mentre nel passato una capacità acquisita all ’ inizio della propria vita lavorativa manteneva la propria importanza economica fino al pensiona mento, nel futuro, secondo alcune stime, la probabile durata di una capacità di lavoro sarà di soli dieci anni, o anche me no. Tali variazioni porranno inevitabilmente problemi di edu cazione, di formazione e di riqualificazione, che dovranno es sere affrontati in sede politica nazionale. C ’ è inoltre da tener conto che la vita media di un prodotto sarà più breve e ci saranno nuovi prodotti e servizi; su questo punto, che lega tecnologia e mercato del lavoro, è importante avere una strategia nazionale al fine di ottimizzare i costi con i benefici globali per l ’ individuo e per la società. I sindacati europei hanno ben compreso questo problema e l ’ elaborazione del citato documento ISE sull ’ impatto della microelettronica testimonia la loro piena consapevolezza dei processi in atto. In Italia le organizzazioni sindacali, forti del loro tradizionale consenso quantitativo, devono saper intelli gentemente gestire le conquiste dell ’ ultimo decennio e soprat tutto devono utilizzare in pieno le notevoli risorse a loro di sposizione per farsi una adeguata cultura industriale. Per la

7. Necessità di una pò- litica nazionale

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