Problemi della transizione 1981

Il catasto come fonte storica

bene, mentre i rilevamenti della proprietà fu mante proseguirono con inesorabile attenzio ne al ritmo medio di uno per generazione fino alla fine del ’ 700, la proprietà cittadina, nobi liare ed ecclesiastica non conobbe alcun censi mento fino alla riforma del cardinale Bon- compagni alla fine del XVIII secolo. Proprio sulle fonti catastali — ma non solo su queste, come richiama spesso Zangheri nel suo libro — si può verificare la struttura della proprietà contadina attraverso i secoli che dal medioevo conducono all ’ età attuale e vedere come tale proprietà, che per la gran parte era riuscita ad emanciparsi dalla dipendenza feu dale nei secoli del grande sviluppo economico che siamo soliti chiamare età dei Comuni, non sia riuscita poi a reggere i carichi fiscali e la rifeudalizzazione, così che il coltivatore di retto, il piccolo proprietario fu costretto a ce dere la terra degradandosi socialmente a mez zadro, a colono, a bracciante. Gli estimi dal ’ 400 al ’ 700 mostrano l ’ assottigliamento pro gressivo della proprietà contadina, a cui non furono estranee le crisi demografiche che col pirono più gravemente là dove più debole era la struttura fisica della popolazione. Mostra no anche il rimpicciolirsi inesorabile dell ’ area sulla quale cadeva il carico fiscale e di conse guenza il rigonfiarsi dell ’ imposta che premeva in maniera tanto più forte quanto più dimi nuiva la superficie tassabile. Queste fonti quindi silenziosamente indicano che su altri ceti, che non erano quelli contadini, si andava concentrando la proprietà terriera: è la storia del capitalismo nelle nostre campagne, dei processi di accumulazione nei ceti, nelle classi più forti. La grande verifica di tale processo nel bolo gnese viene offerta dal catasto Boncom- pagni 13 . Il cardinale Ignazio Boncompagni Ludovisi, legato pontificio a Bologna alla fine del ’ 700, individuò nel catasto lo strumento per mezzo del quale l ’ imposta fondiaria colpi va, anche se in maniera differenziata, tutta la proprietà terriera, fosse detenuta dai rustici, dai cittadini, dai nobili o dal clero. Non è dif ficile immaginare quale sia stato il risultato di una riforma che andava a colpire interessi tanto radicati e privilegi secolari d ’ esenzione dall ’ imposta. Le reazioni furono immediate:

andarono dalle controproposte al piano eco nomico del governo alle novene dei canonici di S. Petronio per scongiurare l ’ applicazione dell ’ imposta fondiaria: non riuscirono ad im pedire le operazioni di rilevazione, ma a la sciare inutilizzato il catasto sì, che fu invece assunto dai francesi al loro arrivo quale stru mento d ’ imposta. Il catasto Boncompagni consente quindi — dopo gli studi condottivi dallo stesso Zanghe ri — di valutare, nelle reali dimensioni delle superfici, il rapporto fra la proprietà fumante e quella nobiliare, ecclesiastica e cittadina. Tutta la documentazione degli estimi dal XIV al XVII secolo consente di percorrere passo a passo tutte le tappe dell ’ evoluzione della pro prietà contadina, di vederne le trasformazioni e confrontarne poi gli esiti sul catasto Bon compagni. Ma occorrono molta pazienza, molto tempo e molti mezzi, perché la docu mentazione è sterminata. Oggi, a patto di adeguati finanziamenti, una ricerca di questo tipo può essere affrontata, perché il materia le, una volta trascritto e schedato, può essere elaborato con gli strumenti dell ’ elettronica. Il primo termine di confronto è l ’ estimo del 1385, che rappresenta il massimo allargamen to della base sociale del prelievo fiscale. Co pre quasi tutto il territorio dell ’ attuale provin cia di Bologna, escluso il contado di Imola, ma compreso Cento e Castelfranco. Vi sono le denunce di 16.500 fumanti che dichiararo no di possedere più di 45.000 beni. Per spre mere il succo di tutti questi dati (si aggiunga poi la proprietà cittadina e quella ecclesiasti ca: più di 100.000 records per un totale di circa mezzo milione di informazioni) non si può utilizzare che il computer. Il lavoro è già stato impostato ed è a buon punto: rientra nei programmi dell ’ istituto per la storia di Bolo gna e si avvale anche di contributi della Re gione Emilia-Romagna e del C.N.R.; l ’ elabo razione è affidata al centro calcolo del Con sorzio Interuniversitario dell ’ Italia Nord- Orientale (CINECA) che utilizza il computer CDC CYBER 170/720, programma SPSS. Una volta ottenuti i dati avremo quindi una fotografia della proprietà contadina alla fine del ’ 300, a meno di quarant ’ anni dalla grande peste: questo è il fine principale della ricerca.

volumi contenenti le proprietà dei fu manti (A.S.B., Comune, Estimi del contado, s. Ili, nn. 7-10), due per le proprietà dei cittadini {Ibidem, Esti mi, s. I, nn. 7, 8), due per la proprie tà ecclesiastica fatti nel 1392.

13 Della politica economica svolta dal cardinale e della sintesi dei dati della grande mole documentaria del catasto si dà conto nel volume di Zangheri sulla proprietà terriera, ci tato qui alla nota 2 .

14 Pubblicate in L. D al P ane , La storia come storia del lavoro. Discor si di concezione e di metodo, Bologna 1968.

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