Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

luppo del movimento operaio si incanala così lungo i meccanismi di organizzazione degli operai di fabbrica che nella fase difensiva del la Grande depressione, improntano sempre di più l ’ evoluzione ideologica e politica del so cialismo tedesco. Queste interpretazioni evidenziano la cen tralità del rapporto tra economia e politica nello sviluppo del movimento operaio. Secon do la Arru la crisi economica e la successiva depressione operano una cesura rispetto al modello di rapporto tra lotta economica e lot ta politica che stava alla base delle forme or ganizzative costruite nella lotta economica. Questa interpretazione corrisponde all ’ analisi della concezione del partito in Marx analizza ta da Manacorda. Nel periodo della sua atti vità di dirigente dell ’ Internazionale la conce zione di Marx è caratterizzata dall ’ idea che «il movimento politico ha per soggetto la classe organizzata. La classe organizzata è il partito. La “ vera ” organizzazione è costituita dalla lotta economica, le trade unions, i sin dacati. Il partito di cui si auspica la formazio ne non avrà un ’ organizzazione diversa ma si identificherà con queste forme della classe or ganizzata» 9 . È inutile cercare in Marx una di stinzione organizzativa tra partito e sindacati: un partito distinto dall ’ organizzazione econo mica sarebbe stato infatti una «setta» separa ta dal «movimento reale». Dopo lo sciogli mento dell ’ Internazionale tuttavia, il proble ma dell ’ organizzazione del partito a cui que sta analisi rimanda, non fu risolto. Nella let tera a Bebel del 18-28 marzo 1875, Engels criticò l ’ assenza nel programma di ogni men zione dei sindacati come «organizzazione del la classe operaia come classe», ma senza avanzare alcuna proposta; non vi è quindi da stupirsi se nella Critica al programma di Go tha la questione non venne nemmeno solleva ta segno forse, sottolinea Manacorda, della consapevolezza di non aver soluzioni da proporre 10 . Che questo nodo teorico rimanga irrisolto per l ’ intera fase successiva è forse troppo ri duttivo. Gli studi su questo periodo sottoli neano infatti lo stretto rapporto instauratosi nella fase costitutiva dei partiti operai tra gli obiettivi della lotta socialista così come le for

me di lotta preconizzate, e la spinta prove niente dall ’ azione operaia autonoma; lo stesso Marx osservava nel 1880 a proposito del pro gramma del POF, che i partiti socialisti in for mazione avrebbero fatto proprie delle rivendi cazioni «sorte in modo veramente spontaneo dal movimento operaio stesso» 11 . L ’ asse at torno a cui si sviluppa l ’ azione operaia è in primo luogo la legislazione sociale del lavoro che nel 1889 fu l ’ unica rivendicazione pro grammatica che trovò unanime consenso al Congresso internazionale di Parigi da cui nac que la II internazionale. In questo ambito il rapporto che si instaura tra economia e politi ca esprime da un lato un rovesciamento di tendenza nell ’ ambito del movimento operaio che conduce al superamento dell ’ astensioni smo politico dominante, dall ’ altro sottolinea il carattere dei nascenti partiti socialisti come risposta operaia alla depressione economica e alla offensiva contro l ’ organizzazione operaia 12 . Sul terreno politico organizzativo questo mutamento degli orientamenti domi nanti nel movimento operaio condurrà al pri- vilegiamento dell ’ elettoralismo e del parla mentarismo come principali strumenti di lotta dei partiti operai. Il fatto che in Germania la repressione bismarckiana non fosse riuscita ad intaccare il diritto elettorale per la social- democrazia faciliterà indubbiamente questo spostamento del fulcro del movimento. Negli anni ’ 70 e ’ 80 i successi elettorali scandiscono i tempi di una mobilitazione delle masse che supera largamente la possibilità dell ’ organiz zazione clandestina del partito. E degno di nota a questo proposito che già nel 1877, do po la messa fuori legge delle organizzazioni socialdemocratiche in Prussia, il partito ri nunciava ad ogni organizzazione formale ri chiamandosi al successo elettorale conseguito nello stesso anno e allo sviluppo della propa ganda socialista malgrado l ’ assenza di orga nizzazione. Questa affermazione sarà addotta da settori riformisti del partito a sostegno del la tesi favorevole ad una organizzazione de centrata nel dibattito sullo statuto del partito al congresso di Halle del 1890 13 . Il giudizio di Eberle secondo cui lo statuto di Halle, forte mente centralistico, corrispondeva alle esigen ze «di un partito orientato a guadagnare vo

9 Ibidem, p. 259. 10 Ibidem, p. 260.

''Protokoll Halle 1890, Berlin

1890, pp. 117 e 214.

11 Marx a Sorge, 5 novembre 1880, in MEW, voi. 34, p. 476. 12 Cfr. l ’ intervento di G. Haupt, An nali, cit. , pp. 214 ss.

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