Problemi della transizione 1981

Partito operaio e socialismo

ti» 14 non è di per se significativo: ciò che di stingue le diverse opzioni politico-organizza tive non è l ’ elettoralismo ma semmai il rap porto tra teoria e politica. Emerge qui una netta distinzione tra il ruolo del programma di Gotha, aperto alle più svariate interpreta zioni, e quello del programma di Erfurt a cui deve essere riconducibile ogni atto politico: da una funzione di integrazione di atteggia menti eterogenei del primo, si passa alla fun zione selettiva, organizzativa, del secondo che attraverso il centralismo organizzativo espri me l ’ unità di direzione del movimento ope raio. Dirigenti di primo piano come Bebel e Engels si lasciano andare a trionfalistiche pre visioni sui tempi della rivoluzione scanditi dalle prove elettorali. Tra questa interpreta zione dei risultati elettorali come espressione di una volontà rivoluzionaria unitaria e le concrete aspirazioni di emancipazione degli operai, si manifesta indubbiamente un equi voco, come mostra il conflitto tra partito e sindacati in Germania e nei congressi interna zionali. Il rapido sviluppo dei sindacati negli ultimi anni del secolo è espressione di una spinta verso obiettivi parziali e concreti che non solo si distinguono dal carattere preva lentemente ideologico della politica socialde mocratica, ma in certa misura vi si contrap pongono. Lo sforzo dei sindacati nella fase della loro rapida crescita consiste anzi nel ten tativo di emanciparsi da una direzione ideolo gizzata del movimento operaio che impedisce la loro diffusione in strati operai politicamen te indifferenti. La loro pressione fa sì che l ’ at tività elettorale e parlamentare del partito ces si di costituire il simbolo dell ’ unità di direzio ne del movimento operaio e diventi storica mente espressione del mutamento del caratte re del partito in portavoce sul terreno politico degli interessi settoriali del movimento sinda cale. Bernstein giunge a mettere in discussione il concetto stesso di classe operaia traducen dolo in un insieme di interessi parziali unifica bili, anche in forma coercitiva attraverso l ’ or ganizzazione, sulla figura dell ’ operaio profes sionale. La sinistra socialdemocratica per par te sua, fece largo uso del concetto engelsiano di aristocrazia operaia riferendolo ai sindaca ti, ma si sentì rimandare l ’ accusa, non com pletamente infondata, che semmai era il parti to a raggruppare elementi provenienti da stra ti sociali non operai. La riflessione sui mutamenti della composi zione sociale della classe operaia che si realiz za negli anni ’ 80 non è sufficiente a spiegare la politica del movimento operaio organizzato se si limita a riprodurre un rapporto univoco e necessario tra collocazione nel processo pro duttivo e comportamento politico. Il rapporto tra partito e sindacati si pone quindi su basi diverse, in primo luogo a livello delle chances offerte dal sistema politico ed economico. L ’ intervento di G. Bonacchi 15 evidenzia il mu tamento della problematica dello stato a par tire dallo sviluppo dell ’ interventismo statale negli anni ’ 80. In questo ambito viene collo cato il dibattito sul socialismo di stato provo cato da interventi del dirigente riformista ba varese Vollmar che si distinguerebbero netta mente dalla tradizione lassalliana. Sebbene la posizione di Vollmar presenti, come ha sotto lineato Steinberg 16 , caratteri di novità nel pa norama politico della SPD, le sue posizioni dei primi anni ’ 90 sono difficilmente scindibili dalla occasionale svolta liberale e dalle pro messe, non mantenute, di varare una legisla zione sociale da parte del nuovo Keiser Gu glielmo IL Dalle citazioni riportate emerge in fatti soltanto che l ’ orizzonte in cui Vollmar si muove è costituito ancora dalla concezione li berale della neutralità dello Stato nei conflitti di lavoro. Analoga considerazione vale per il tentativo di indicare su queste basi nel revisio nismo di Bernstein la punta di un iceberg le cui radici si diramano fino agli anni ’ 80; que sto giudizio non è suffragato da nuovi docu menti anche se in questo convegno Steinberg ha promesso importanti rivelazioni sul nesso tra Grande depressione, ristrutturazione del capitalismo e insufficiente comprensione del fenomeno nella socialdemocrazia, con la pub blicazione del carteggio Bernstein-Kautsky di cui è curatore. Fino ad ora i biografi del «pa dre del revisionismo» hanno sottolineato il le game del suo pensiero semmai con il fabiane simo e lo sviluppo socio politico dell ’ Inghil terra liberale 17 (vero e costante punto di rife rimento delle proposte riformiste in questi an ni). L ’ interpretazione a cui la Bonacchi sem

steins Kritik des Marxismus und ihre ideengeschichtlichen Voraussetzun gen, Frankfurth/M., Europàische Verlagsanstalt 1972.

14 Annali, cit. p. 293. 15 Ibidem, p. 91. 16 H.J. S teinberg , op. cit., pp. 147-8. 17 Cfr. Bo G ustafsson , Marxismus und Revisionismus. Eduard Bern

163

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker