Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
riante di ascendenza ebraico-praghese del mi to dell ’ uomo creato dall ’ uomo, dell ’ homuncu- lus, del doppio, del sosia, della vivificazione demoniaca. Accogliendo suggestioni della letteratura precedente (dall ’ Homunculus faustiano a Hoffman, dai romantici tedeschi a Poe 1 2 ) e so stanziandosi delle nuove dimensioni aperte dagli studi sull ’ inconscio di Breuer e Freud, quel mito riemerge nelle oscillazioni tra iden tità e alterità di un «io debole ed estraniato» 3 e, coniugandosi talora con gli «orrori» della tecnica moderna, segnala i sintomi di un disa gio esistenziale profondo 4 . «Nessun personaggio è sicuro della sua identità» scrive M. Henry a proposito del ci nema espressionista, universo di «misteriose corrispondenze» e «luogo privilegiato delle metamorfosi». In esso proiezioni «orizzonta li» e «verticali» dell ’ inconscio si traducono nella proliferazione dei doppi, così che «la re dingote striminzita dei piccolo-borghesi tede schi può nascondere dei mostri da batticuore come Caligari, Nosferatu o Scapinelli» 5 . Con implicazioni meno vistosamente demo niache ma altrettanto inquietanti, nel raccon to di Georg Heym, Il diario di Shakleton 6 , gli abiti inglesi del Lord esploratore e dei suoi compagni non ricoprono le autentiche fattez ze di insigni cittadini britannici, bensì i loro Golem. Chi dorme la notte fra le braccia della moglie, ascolta fedelmente la domenica le prediche del suo «pingue reverendo», mangia il suo plum pudding, tiene conferenze e paga le tasse, non è il benemerito Sir Shakleton, bensì un «uomo apparente» (Scheinmensclf), «anima speculare» (Spiegelseele} insufflata in
un involucro di eccezionale perfezione imitati va, «intelligenza automatica» (automatische Intelligenz), «congegno pensante» (dertkendes Uhriuerk). Il racconto esordisce con una premessa al «vero» diario di Shakleton. In essa è esibita la testimonianza «esotico- scientifica» del «famoso studioso indiano» I.C. Palavitra (morto letteralmente dal ridere, nonché pazzo e misconosciuto, in seguito alla lettura di «un filosofo tedesco di nome Wundt» 7 ), che asserisce l ’ esistenza di una avanzatissima psicologia sperimentale su cui si baserebbe il processo di golemizzazione: tra il racconto raccapricciante di sotterranee ese cuzioni punitive e riferimenti «probatori» ad occulte pratiche orientali 8 , la testimonianza dello «scienziato» indiano dichiara la natura di sosia dei reduci dal viaggio antartico. E si inserisce a sua volta nella prefazione redatta dal ritrovatore degli autentici» appunti di Shakleton, nonché «famoso scopritore del Po lo Sud, H.H.H. Hannawacker», sfuggito per parte sua (ma non lo si afferma nel racconto) alla golemizzazione e reclamizzatore en pas- sant dell ’ opera dello scultore B.B.B. Hanna wacker, suo fratello, di cui fornisce tanto di indirizzo, «London W. Park Lane 13». Senonché la prefazione a sua volta va ad in filarsi tra le inserzioni del battage pubblicita rio per le innumerevoli ristampe di successi letterari correlati al Diario, giunto peraltro al la travolgente cifra di 125 edizioni. Qui, nel gioco scoperto delle sovrapposi zioni, degli incastri, dei rimandi enigmatici, già si incaglia la coscienza tra i frammenti po livalenti di una «realtà inafferrabile come
1 Per una «storia» del Golem nella letteratura (dalla nominazione altote stamentaria al romanzo di Meyrink) si veda V Introduzione di E. Zolla a II Golem di G. Meyrink (trad. it. di C. Mainoldi), Milano 1966. 2 Le citazioni sono necessariamente sommarie in questo contesto, ma per un excursus esauriente si veda O. R ank , Il doppio. Il significato del so sia nella letteratura e nel folklore, trad. it. di M.S. Cocconi Poli, Mila no 1979. 3 Si veda R. H inton T homas , Das Ich und die Welt: Expressionismus und Gesellschaft in: Expressionismus als Literatur a cura di W. Rothe, Bern Munchen 1969, e, per le cita zioni, ivi, p. 23. 4 Si pensi al cinema tedesco «arcai co» (1895-1918) nelle cui quattro opere (secondo Kracauer) più rappre
sentative è preminente il tema degli sdoppiamenti e delle personificazioni demoniache (Lo studente di Praga di P. Wegener e Stellan Rye, Il Golem di P. Wegener e H. Gaalen, Homuncu lus di O. Rippert e A. Neuss e L'altro di M. Mack). Cfr. S. K racauer , Ci nema tedesco, trad. it. di G. Baracco, C. Doglio, E. Capriolo, Milano 1954, pp. 15-29. 5 M. H enry , Il cinema espressioni sta tedesco: un linguaggio metafori co, trad. it. di E.C. De Miro D ’ Ajeta, Milano 1974, pp. 51-60. 6 G. H eym , Das Tagebuch Shakle- tons in: G. H eym , Dichtungen und Schriften, a cura di K.L. Schneider, Munchen Hamburg 1960-1968, II {Prosa und Dramen), pp. 124-143. Probabile avvio alla scrittura di que sto racconto fu l ’ impresa di E.H. Shackleton, che, partito nel luglio
1907 da Londra con la nave Nimrod e raggiunta l ’ Antartide, proseguì poi in slitta la spedizione verso il Polo Sud toccando, il 9 gennaio 1909, la latitudine, sino allora mai raggiunta, di 88° 23 ’ . (Cfr. Enciclopaedia Bri tannica [ Macropaedia], volume 1, p. 961). Il racconto, scritto nel 1911 non è compreso nella raccolta di no velle predisposta da Heym e pubbli cata postuma con il titolo II ladro. Il curatore lo inserisce quindi nella se zione Nachgelassene Prosastucke und Skizzen del volume sopra citato. 7 L ’ allusione all ’ autore della Vòl- kerpsychologie diviene evidentemen te, con questa inserzione narrativa, una dissacrazione della verità positi vista. 8 L ’ interesse di Heym per le scienze occulte è reso esplicito in una lettera del 7 dicembre 1910 all ’ editore Ro
168
Made with FlippingBook - Online Brochure Maker