Problemi della transizione 1981

La sinistra e la crisi dello stato sociale

re i processi — crisi della destra, dinamica del PSF, crisi del PCF — che hanno determinato quella produttività dello spa zio istituzionale che mi sembra uno degli aspetti originali mes si in evidenza dalla vittoria di Mitterrand.

La scelta in favore di Mitterrand ha rappresentato un'op zione per il mutamento e per la trasformazione. Se si vuole in dividuare il significato, i contenuti, certo assai complessi, di questa domanda di cambiamento è necessario identificare pre liminarmente alcune componenti del blocco di forze sociali che si è schierato a sinistra. Puoi cercare di indicare le linee di una mappa di queste forze e delle domande di mutamento in dividuabili nel blocco di sinistra? Il blocco di forze che è alla base dell ’ affermazione della si nistra è nato da una crisi storica della società francese apertasi nel 1968; una crisi di lungo periodo che ha modificato il rap porto tra società civile e società politica. Non mi sembra che il blocco di forze sociali possa essere qualificato semplicemente come «frontista» e neppure come un blocco di alleanza. Per alleanza intendo la situazione che si verifica quando c ’ è una forza capace di riunificare, sul proprio programma, altre forze della società: si tratta di qualcosa di molto vicino al modello dell ’ egemonia. Attraverso il voto si è espresso un blocco, de mocratico e pluralista, per il cambiamento, che viene da una politicizzazione del sociale che si è trovato senza sbocchi alter nativi. Per questo «sociale politicizzato» Mitterrand ha rap presentato, ad un tempo, la possibilità del cambiamento e an che l ’ ultima chance per il cambiamento. Le forze che compon gono questo «sociale politicizzato» sono le forze provenienti dai nuovi movimenti sociali: il movimento ecologista, il movi mento femminista, i giovani. Per la prima volta il movimento femminista ha fatto una scelta istituzionale; non parlo soltan to delle donne — anche se senza lo spostamento a sinistra del le donne Mitterrand non sarebbe passato, come dimostrano le analisi del voto — ma anche dei gruppi femministi che hanno preso posizione. Nonostante si tratti di movimenti esterni alle istituzioni che criticano i partiti per il loro maschilismo, la lo ro carenza di democrazia e hanno aperto la ricerca di forme di democrazia diretta, hanno espresso un impegno sul terreno istituzionale. Evidentemente non un allineamento con il pro gramma, ma una presa di posizione che ha prodotto effetti e si può pensare che questo rapporto nuovo tra femminismo e istituzione non sia un fatto episodico. Qualcosa di analogo si è avuto anche con i giovani. C ’ è stata, e vi è tuttora, una crisi dei movimenti giovanili, una depoliticizzazione, una fuga da tutte le organizzazioni politiche. I giovani fanno in larga misu ra riferimento a modelli culturali che dissuadono l ’ impegno politico. Tuttavia, di fronte ad una situazione che li vede par ticolarmente minacciati dalla disoccupazione, il voto dei gio vani è andato alla sinistra, anche se la percentuale delle asten

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