Problemi della transizione 1981

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PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

sioni fra i giovani, soprattutto nelle legislative, è molto eleva ta. Lo stesso movimento ecologista — in larga parte. — ha preso posizione per la scelta a sinistra. Penso quindi che si possa parlare di un blocco pluralista, contraddittorio, che si è sviluppato sul terreno istituzionale, con delle componenti che provengono dalla classe operaia, dai lavoratori e dai nuovi soggetti democratici del cambiamento. Si tratta di movimenti che non sono sorti su di un terreno di classe, ma sul terreno delle oppressioni trasversali della società: oppressioni di sesso, dello Stato, oppressioni che provengono dal modello produtti vistico che distrugge la natura e che sono irriducibili ai rap porti di sfruttamento di classe. Questi movimenti escono fuori dal terreno della produzione e si sviluppano fuori dal terreno classico della politica. Fuori dal terreno della produzione in quanto si pongono il problema del come vivere e non quello del cosa fare. E sono fuori della politica classica se si intende questa secondo il modello lineare che va dalla produzione al sindacato, al partito. Ovviamente tutto questo comporta dei rischi per il blocco di sinistra. Sono infatti distinguibili due grandi componenti: una componente operaio-popolare che mira ad un superamento della crisi: riduzione della disoccupa zione e miglioramenti per i ceti più svantaggiati (a questo, del resto, sono finalizzate le prime misure del programma presi denziale: nazionalizzazione, gestione democratica dell ’ econo- mia). Ma c ’ è anche l ’ altra componente che non sono del tutto sicura sia interessata in primo luogo a questa scelta. Quest ’ ul- tima è molto più sensibile, ad esempio, ai provvedimenti sul terreno della libertà e della democrazia in generale e si attende qualcosa di più di un semplice riformismo di Stato. Il blocco di sinistra è dunque fortemente differenziato e pluralistico: ciò può essere positivo, ma può creare situazioni difficili ed am bigue. Nella tua risposta alla prima domanda hai messo in evi denza che la vittoria della sinistra non è avvenuta sull ’ onda di un movimento di lotta di tipo classico nella tradizione del mo vimento operaio europeo. A questo proposito hai introdotto il concetto di «dinamica molecolare». Puoi approfondire questo concetto e specificare a quali processi si riferisce? Ho impiegato la nozione di dinamica molecolare per cer care di caratterizzare il processo di politicizzazione che ha portato la Francia a sinistra. Se vogliamo una specie di «rivo luzione rosa», ambigua, non una «rivoluzione rossa». Che co sa significa l ’ esperienza francese — è la domanda da cui parto — dal punto di vista dei modi di politicizzazione? All ’ interno della sinistra vigono alcuni modelli usuali di riflessione sui modi di politicizzazione. Se ne possono distinguere principal mente due. Il primo si basa sulla dialettica fra l ’ istituzione e l ’ extraistituzionale. Il momento della politicizzazione è sempre riferito alla fase di uscita delle masse dalle istituzioni esistenti. Si parla, allora, di politicizzazione quando si ha un movimen

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