Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
promesso storico della fase di crescita economica. Le forme della crisi della socialdemocrazia mostrano al tempo stesso dei lineamenti comuni e, in funzione del tipo di riformismo istitu zionale sviluppato, degli aspetti differenziali. Si possono ri scontrare forme comuni nei tre casi «classici»: la Svezia, l ’ In ghilterra, la Germania. Essi mostrano una crisi dell ’ egemonia socialdemocratica, legata, come questione dei partiti, alla in capacità programmatica. Una crisi a livello della strategia stessa dei partiti socialdemocratici che avevano scelto, dopo Bad Godesberg, il Welfare state e il keynesianismo come la so la alternativa, non direi neppure riformista (nel senso tradizio nale del movimento operaio) ma come riforma istituzionale della società. Di questa crisi si possono indicare alcune carat teristiche comuni a tutte le grandi socialdemocrazie. Una ca duta delle influenze sulla classe operaia, anche se i legami partito-sindacato sono ovunque molto forti, e si manifesta in modo molto netto nella SPD e nella socialdemocrazia svedese. Dunque, una crisi del corporatismo triangolare che è legato al riformismo istituzionale, al riformismo di Stato che gestiva la politica a partire da un certo tipo di accordo tra padronato, sindacato e Stato. E insieme, crisi dei rapporti tra la classe e il partito, tra il partito e la società. Un ’ altra tendenza è quella di un sempre maggior interclassismo elettoralista che fa sì che i program mi spesso non siano rispettati e si tenda ad assicurarsi una ba se sempre più composita. Un ’ altra tendenza ancora consiste nell ’ incapacità totale, a livello della cultura politica e delle stesse pratiche politiche, di trovare una relazione dialettica, egemonica con i nuovi movimenti sociali che si sono sviluppati durante gli ultimi anni, movimenti ecologisti, i movimenti dei giovani, i movimenti femministi e oggi i movimenti pacifisti. Con tutto questo non va dimenticato che la crisi del capi talismo è sempre differenziata. Prendiamo come punto di pa ragone la crisi del ’ 29. Essa ha prodotto come forma domi nante, come asse, il fascismo e il nazismo, ma ha anche pro dotto le socialdemocrazie al potere (Svezia 1932), il New Deal e le politiche di Fronte Popolare. Non credo che ci sia un solo esito istituzionale e un solo esito statale ad una crisi che può presentare tendenze generali, ma anche differenziazioni. An che questa crisi è differenziata: la crisi del modello keynesiano si ripercuote in modi diversi nelle diverse socialdemocrazie. Prendiamo tre casi. Nella situazione svedese, la crisi del modello keynesiano non è venuta né dall ’ interno del partito socialdemocratico, né dall ’ esterno del partito socialdemocratico, ma è venuta dalla sinistra sindacale, ovvero dal cuore stesso del compromesso istituzionale costruito in Svezia. Mi riferisco al progetto Meid- ner che poneva per la prima volta dopo gli anni ’ 20 la questio ne del potere economico e della concentrazione del potere eco nomico, (in origine il Piano Meidner prevedeva il trasferimen to graduale ai sindacati della maggioranza delle azioni attra verso un prelievo sui profitti delle imprese che impiegano più di cinquanta lavoratori dipendenti), visto come ciò che di
Il caso svedese
10
Made with FlippingBook - Online Brochure Maker