Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

in causa i modi di intendere i processi di politicizzazione con divisi all ’ interno del PCF. Si tratta di modelli che provengono non solo dal leninismo, ma anche da una certa lettura del marxismo. In fondo, nei partiti comunisti, e non solo in Fran cia, è radicata la convinzione che la politica ha il suo luogo di nascita nella produzione e vi è indifferenza, se non ostilità, verso tutto ciò che nasce fuori da questo terreno, fuori dai le gami tradizionali di sfruttamento, fuori della classe, nel senso marxista del termine. Con questo tipo di modelli culturali non era possibile avere presa sui nuovi movimenti; sono mancati sia gli strumenti teorici, sia le forme organizzative adeguate. Negli ultimi anni la Francia è apparsa in una certa misura il paese guida nella controffensiva verso la cultura di sinistra, anche sulla base di elementi di debolezza che in essa erano presenti. Quali sono state le ragioni della crisi della cultura di sinistra e quali compiti e possibilità nuove si aprono con la nuova fase? Credo che questo sia un problema davvero gigantesco. Mi sembra, in primo luogo, che il successo politico di Mitterrand è senza dubbio il successo politico di una certa idea della sini stra. La sinistra in quanto si identifica con una certa idea di giustizia sociale, la sinistra in quanto si identifica in una lotta per la democrazia e contro l ’ autoritarismo, per le libertà civili e personali, la sinistra in quanto si fonda su un certo insieme di valori. Valori che delimitano e differenziano precisamente una certa immagine della sinistra. Questi valori, in fondo, li conosciamo bene: una certa idea della razionalità ovvero una certa forma di razionalismo che si esprime anche nei program mi politici (tutti i programmi politici incorporano una qualche specie di razionalità), una certa idea di giustizia distributiva, contro lo sfruttamento di classe, e una certa finalità di demo cratizzazione della società. Ora, se si può dire che la esperien za francese fornisce elementi importanti per ridare un signifi cato alla nozione di sinistra, non è affatto vero che a questa vittoria politica ed istituzionale corrisponda una egemonia teorica e culturale. La vittoria politica non significa che ci sia una reale cultura di sinistra articolata che non sia semplice- mente la prassi politica dei partiti, i quali vanno sempre di più ad inserirsi nello Stato. Questo scarto tra la dimensione politi ca e quella culturale è del tutto aperto. E questo rappresenta uno dei compiti e degli impegni delle forze intellettuali. È ur gente ricostruire una cultura di sinistra che comprenda non solo il marxismo, naturalmente, ma un certo pluralismo di ri cerca nelle scienze sociali e far avanzare insieme la conoscenza e la trasformazione della realtà sociale. La seconda osservazione che vorrei fare è questa: io credo che ci sia una crisi reale della cultura di sinistra sul piano so prattutto della trasformazione della società, o meglio dei mo delli di trasformazione della società, dei modelli interpretativi che la sinistra, intesa in una accezione larga, mette all ’ opera

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