Problemi della transizione 1981

La sinistra e la crisi dello stato sociale

per comprendere le trasformazioni e le contraddizioni della società capitalistica e i nuovi movimenti. La crisi del marxi smo non è che un aspetto della crisi della cultura della sini stra. Ora, per specificare queste due osservazioni generali, credo che tu abbia effettivamente ragione ad affermare che in Francia la crisi della cultura di sinistra ha raggiunto, almeno apparentemente, i punti più alti. Per lo meno negli ultimi cin que anni: la «nouvelle philosophie» non è stata che la punta emergente dell ’ iceberg della crisi. Quali sono le responsabilità del marxismo in questa crisi? Un primo dato, che mi colpisce, è che questa crisi della cultura di sinistra, della sua capacità progettuale e di programmazione, è particolarmente forte do ve ci sono partiti comunisti, e meno forte — in certi casi addi rittura non si può parlare di crisi — nei paesi anglosassoni do ve il marxismo è in pieno sviluppo; un certo tipo di marxi smo, ovviamente. Nel momento in cui gli intellettuali marxi sti, in Italia ed altrove, scoprono con un po ’ di ritardo le scienze della società di matrice anglosassone, americana, e la grande cultura borghese, in Inghilterra e negli USA si moltipli cano le ricerche marxiste. E questo non perché non hanno fat to i conti con quella tradizione e con quella cultura, ma per ché cercano nuovi orientamenti teorici. Perché allora, la crisi è particolarmente grave dove gli intellettuali marxisti sono lega ti ai partiti comunisti: in Francia, dove ha proporzioni vertigi nose, e in Italia, pur se in misura minore? La crisi si accompa gna alla rottura o all ’ indebolimento dei legami tra alcuni set tori intellettuali marxisti e i loro partiti. Perché questo? In pri mo luogo occorre tenere presenti gli effetti della crisi dell ’ idea di socialismo — che è strettamente legata soprattutto in Fran cia agli esiti del cosiddetto socialismo reale — ovvero ai mostri che la «cultura marxista» ha prodotto in nome del socialismo. Siamo stati toccati molto da vicino dai fenomeni della dissi denza e della rimessa in questione della nozione di socialismo: è in relazione a questi fatti che si è sviluppata la nuova filoso fia, ed è attraverso queste vicende che si diffondono ideologie antisocialiste. C ’ è dunque un problema oggettivo che consiste nella crisi di quelle società autoritarie e stataliste che di socia lista non hanno che il nome. Ma questo non è ancora suffi ciente, poiché in questa crisi sono in atto dei processi assai contraddittori; penso ad esempio, alle vicende polacche dove sono in atto, in un certo senso, trasformazioni socialiste in una società «socialista» assai poco analizzate dagli intellettua li di sinistra. Ma io credo che siamo di fronte ad un dato an cor più radicale: è la visione del socialismo che è stata posta e teorizzata dal marxismo che è in crisi. Sta cambiando lo statu to dei valori sul quale si è fondata tutta la problematica della transizione.

La problematica della transizione

Ha finora prevalso una concezione oggettivistica della transizione, con due varianti: un ’ interpretazione in fondo eco- nomicista, secondo la quale malgrado le contraddizioni dell ’ im perialismo e malgrado le tendenze autoritarie, il capitalismo produce le basi oggettive del passaggio al socialismo. Conse

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