Problemi della transizione 1981
La sinistra e la crisi dello stato sociale
Dobbiamo allora ripensare all ’ idea della pratica teorica de gli intellettuali marxisti. Credo che noi abbiamo costruito con la teoria un rapporto di potere, di potere di riconoscimento (pouvoir de reconnaìssance) e non ci siamo impegnati a fondo in una ricerca autonoma. In Francia è del tutto evidente che le ricerche più avanzate, basti pensare alle analisi di Foucault, alla nuova storia, alla linguistica, alla psicoanalisi, non si so no sviluppate entro il marxismo anche se non necessariamente contro. Di conseguenza si è assistito ad una specie di frattura fra la crisi e la critica della razionalità classica e dialettica le gata alla costituzione di questi nuovi campi di analisi e pro pria di gran parte della cultura filosofica francese negli ultimi dieci anni (Foucault, Deleuze, Guattari e, in una prospettiva completamente diversa, Derrida) e la conservazione politica di forme di razionalità sintetizzanti, più difensive che critiche, sia che esse siano neo keynesiane (progresso, democrazia, ri forme) o marxiste tradizionali. Credo che ci si debba interrogare sulle forme e sulla porta ta di questo divorzio tra la cultura filosofica e la cultura istitu zionale della sinistra. È importante cercare di individuare gli effetti politici, attuali e futuri, di questa situazione, sia a livel lo teorico sia a livello della trasformazione delle funzioni degli intellettuali nei loro rapporti con il potere. La critica della ra zionalità classica e dialettica (quella del XVII-XIX secolo) si è rivolta alle grandi categorie che organizzavano e assicuravano un fondamento-legittimità alla politica: totalità, centro, co scienza, soggetto, temporalità lineare e progressiva. Questa critica ha coinvolto tutto ciò che fondava la politi ca sulla legge (modello giuridico), o sulla ragione (tipo hege liano); ed anche la concezione della lotta di classe come terre no di incontro tra l ’ ordine dei fatti e quello dei valori, propria di tutte le immagini della storia a senso. L ’ originalità di questa critica consiste nell ’ essersi sviluppata attraverso la conquista di nuovi campi di analisi collocati all ’ interno di meccanismi di potere e di sottomissione: i corpi, la sessualità, la vita come oggetto politico, i discorsi organizzatori e produttori di effetti politici. E per questo che essa ha dato origine a quella famosa «analisi dei poteri» di tipo diffuso, ad una microfisica dei po teri che ha modificato le prospettive della ricerca spostandola dai luoghi abituali (lo Stato o il mercato). Paradossalmente es sa ha dato origine ad una critica — crisi delle forme di coerci zione che non è sfociata in una vera cultura della trasforma zione sociale. Questa ricerca dei mondi silenziosi della storia si è tuttavia collegata alla presa di parola propria dei nuovi movimenti sociali «post-politici», sorti fuori dai centri tradi zionali di politicizzazione (fabbrica, Stato). Il vecchio divorzio fra Marx e Nietzsche si è giocato di nuovo su di una scena pratica: la critica e la crisi del soggetto cristiano-borghese ha coinciso con l ’ apparizione e la costitu zione di «non-soggetti» in soggetti politici (le donne o i giova ni). È per questo che lo statuto della politica pre o post-dia lettica operante in questa crisi ha ritrovato le antinomie non
Il ruolo degli intellettuali di sinistra
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