Problemi della transizione 1981
La sinistra e la crisi dello stato sociale
Accanto a questi aspetti della crisi della cultura di sinistra, ve ne sono tuttavia altri che in Francia si sono manifestati in modo acuto. Mi riferisco alle modificazioni delle funzioni in tellettuali introdotte dalla cibernetica, dalla telematica, dai nuovi modi di costruzione della comunicazione. Penso in par ticolare alla mass-mediatizzazione delle funzioni intellettuali che ha portato alla fine di un certo tipo di intellettuale umani sta, ideologo, che ha verso la società un rapporto puramente di pensiero. Regis Debray nel suo libro sul «potere intellettua le», ha messo in evidenza alcuni aspetti di questa trasforma zione che ha portato alla formazione di un tipo di intellettuale in cui sono compresenti una certa funzione di analisi (abba stanza superficiale che non si identifica con la ricerca) e uno statuto istituzionale e di potere (non è per caso, che la «nou- velle philosophie» sia sorta in Francia). Credo che i processi di trasformazione tecnologica legata alla telematica e all ’ infor matica giochino un ruolo decisivo nella modificazione delle funzioni intellettuali e tendano a sovrapporre sempre di più l ’ intellettuale-coordinatore all ’ intellettuale-ricercatore. Ci si trova di fronte in modo analogo allo scambio politico a nuove forme di scambio culturale. Vi è un salto qualitativo nelle modificazioni delle funzioni intellettuali (penso alle ana lisi di Benjamin sull ’ industria culturale e alle tesi di Foucault sulla fine dell ’ intellettuale totalizzante) nel senso di una collo cazione sempre più istituzionale degli intellettuali. Credo che la crisi della cultura della sinistra non sia slegata da queste profonde trasformazioni in atto nella divisione del lavoro in tellettuale e nei rapporti fra gli intellettuali e il potere. In Francia i due processi che sono alla radice della crisi della cul tura di sinistra, ovvero le tendenze culturali che ho analizzato e le trasformazioni delle funzioni intellettuali si sono sviluppa ti insieme e in termini assai netti. A questo punto sarebbe ne cessario, però, guardare alla situazione della cultura della sini stra, non dal punto di vista degli intellettuali, ma da quello delle masse. Che cosa si intende in questa ottica per cultura della sinistra? Mi limito solo ad osservare che vi sono profon de trasformazioni, ma vi è tuttavia un senso comune consoli dato che si è riconosciuto nel partito socialista e nella sinistra. Un senso comune consolidato che da un certo punto di vista presenta segmentazioni che risalgono lontano nel tempo: alla rivoluzione francese, come ad esempio, la contrapposizione destra-sinistra, che potrebbe essere — secondo alcuni — ri messa in discussione come non pertinente su di un certo nu mero di terreni. In Francia questa opposizione ha giocato un ruolo importante in funzione di una sorta di senso comune che riposa su un insieme di grandi valori: democrazia, giusti zia, opposizione alle ineguaglianze, rifiuto dei valori aristocra tici, rifiuto dell ’ élitismo, rifiuto di essere esclusi e sottomessi. Questo è assai importante in Francia, dove vi è una delle clas si operaie più escluse dal potere e dalla vita culturale. Bisogna fare riferimento anche a questo dato per intendere certe scelte di Mitterrand (ad esempio l ’ inserimento dei ministri comuni sti), che al fondo sono ispirate alla volontà di reinserire la classe operaia nel tessuto istituzionale, dato che abbiamo una delle borghesie più dure economicamente e politicamente e dato che vi è stata lungamente la tendenza alla ghettizzazione
La modificazione delle funzioni intellettuali
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