Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

tro partito dello stesso schieramento: col 37% dei voti al pri mo turno, il PS ha ottenuto (insieme ai radicali di sinistra) 282 deputati (sui 491 di cui si compone l ’ Assemblea), mentre il PCF col 15,6% dei voti al primo turno è arrivato alla fine della consultazione a quota 44 deputati. E vero che in qualche circoscrizione tradizionalmente comunista si è avuto il feno meno di elettori di destra che hanno votato socialista per im pedire la rielezione di un deputato comunista; è vero che l ’ elettorato centrista ha questa volta appoggiato più volentieri il PS per consentirgli di ottenere la maggioranza senza il biso gno dei comunisti; ma è anche vero che queste circostanze — del resto prevedibili — non hanno avuto un peso determinan te e che Mitterrand ha ottenuto il suo nuovo successo rispet tando (e semmai sfruttando) pienamente le regole del gioco. Il trionfo ottenuto il 14 giugno ha sorpreso gli stessi socialisti. I dirigenti del partito — e Mitterrand prima di tutti — si sono resi conto che le dimensioni del loro successo non erano facili da gestire sia perché erano frutto di contingenze particolar mente favorevoli, sia perché provenivano da spinte in parte contraddittorie. Dal 14 giugno in poi l ’ atteggiamento sociali sta si è fatto molto più conciliante verso i comunisti, che dal canto loro hanno risposto con altrettanta disponibilità. Da quel momento (in cui i due partiti della sinistra hanno capito di aver bisogno più che mai l ’ uno dell ’ altro: il PS rischiava senza il PCF di andare incontro a un grave malcontento socia le e il PCF rischiava senza il PS la ghettizzazione politica), so no stati improvvisamente chiusi i conti del passato e si è aper ta — con una certa disinvoltura, per la verità — una pagina completamente diversa nei rapporti tra i due partiti. I maligni pensano che Marchais abbia nel 1977 cercato la rottura con Mitterrand per evitare che il PS distanziasse elettoralmente il PCF, ma ormai la nuova pagina si stava aprendo con l ’ ammis sione da parte del PCF della superiorità elettorale socialista e con l ’ ammissione da parte socialista dell ’ indispensabilità della componente comunista alla guida di sinistra del paese. Visti questi presupposti, c ’ è davvero da ironizzare su come certi commentatori si siano poi stupiti del fatto che Mitterrand ab bia voluto i comunisti al governo. Sono del resto degli stessi commentatori che l ’ undici maggio hanno scritto — ignorando l ’ importanza della dinamica unitaria di sinistra — che Mitter rand era entrato all ’ Eliseo grazie al fatto che aveva «scarica to» i comunisti. Il 21 giugno è stata un ’ elezione senza storia. La destra ave-1 va fatto tra i due turni una campagna indirizzata soprattutto I agli astensionisti, per dimostrare come in realtà il vantaggio ottenuto dalle sinistre fosse più la conseguenza delle astensioni conservatrici che delle conversioni. Il «Figaro» è giunto a pubblicare (in una pagina interna) un corsivo in cui si ironizzava sulla frase raz de maree (alta marea), utilizzata più o meno da tutti i giornali per indicare l ’ avanzata socialista, dicendo che quest ’ ultima era in realtà dovuta ai rats de maree (topi di marea), che sarebbero gli astensionisti. Il 21 giugno le astensioni sono calate, ma il trionfo della sinistra è stato nettissimo. Quel giorno si è dav vero visto che i rapporti PS-PCF erano migliorati. Il riporto di voti comunisti sui candidati socialisti è stato ottimo: il candi

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