Problemi della transizione 1981
La svolta francese
mondo e la sicurezza di ogni paese. In questo spirito, essi au spicano che si giunga rapidamente ad un negoziato internazio nale sulla limitazione e la riduzione degli armamenti in Euro pa. Questo negoziato deve essere imperniato, in particolare, sulla presenza dei missili sovietici SS-20 e sulla decisione di in stallare i missili americani Pershing-H. I due partiti promuoveranno il rispetto del diritto dei po poli di disporre del loro destino, la solidarietà tra gli Stati, la non-ingerenza negli affari interni nonché il diritto di ciascun paese alla propria sicurezza. Essi attribuiscono a questi princi pi un valore universale. In virtù di questi principi, essi affermano il diritto del popo lo afghano di scegliersi il proprio regime e il proprio governo e si pronunciano per il ritiro delle truppe sovietiche dall ’ Afghani stan e per la cessazione di qualsiasi ingerenza esterna. Nel prendere atto della situazione determinata dagli accor di di Camp David, essi riaffermano il diritto all ’ esistenza e alla sicurezza di Israele e di tutti gli Stati della regione, come pure il diritto del popolo palestinese ad una patria. I due partiti sosterranno attivamente la partecipazione del la Francia alla CEE, alle sue istituzioni e alle sue politiche co muni, nel rispetto della propria libertà di azione e dei propri interessi legittimi. Essi appoggeranno politiche comuni sul piano sociale, per la difesa dell ’ agricoltura e dei settori minac ciati, per la vitalità della ricerca e delle industrie di punta. I due partiti hanno preso in esame lo sviluppo della situa zione in Polonia, e confidano che questo paese e il suo popolo condurranno da soli a buon fine il processo di rinnovamento economico, sociale e democratico nel quale sono impegnati. Essi esprimono, sia sul piano economico che politico, la loro solidarietà con i popoli del Terzo Mondo che, come in Salvador e in Nicaragua, lottano per la loro emancipazione nazionale, il loro sviluppo e la loro liberazione democratica e sociale. La grande novità del «Mauroy due» è stata l ’ ingresso dei comunisti, che hanno accettato le posizioni politiche fonda mentali di Mitterrand ed hanno avuto in cambio un tratta mento di riguardo al momento della divisione dei dicasteri. Commentando la cosa, la stampa francese è stata concorde nello scrivere che non si è trattato di quegli «strapuntini» che si pensava Mitterrand avrebbe lasciato all ’ alleato, ma di au tentiche poltrone. Magari non di prima fila (il PCF non ha avuto alcun dicastero-chiave), ma comunque poltrone impor tanti. In particolare il numero due del partito, Charles Fiter- man, ha potuto consolarsi della sua mancata elezione all ’ As- semblea Nazionale ottenendo il dicastero dei Trasporti e il rango di ministro di Stato. Gli altri ministri comunisti sono: Le Pors (Funzione pubblica e riforme amministrative), Ralite (Sanità) e Rigout (Formazione professionale). Col secondo go verno Mauroy l ’ équipe dei ministri di Stato si è implicitamente caratterizzata come una sorta di «direttorio» di garanti verso il governo della fedeltà dei partiti della maggioranza e delle correnti socialiste. I cinque ministri di Stato che affiancano Mauroy sono infatti Gaston Defferre (Interni e decentramen to, espressione più nota della vecchia SFIO), Michel Jobert (Commercio estero, leader del Movimento dei democratici ed
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