Problemi della transizione 1981

La svolta francese

governo presenterà in autunno un progetto di legge relativo alla sua nazionalizzazione». E poi un riferimento esplicito all ’ immediato dopoguerra: «Saranno prese disposizioni affin ché l ’ applicazione dei testi del 1945 sulla nazionalizzazione delle banche diventi effettiva per quanto riguarda le tre grandi banche nazionali». Accanto al progetto di legge per nazionalizzare le banche — un provvedimento che verrà comunque studiato perché sia il meno traumatico possibile e che si inquadra in una tradizio ne gaullista per cui già oggi gran parte del settore del credito appartiene allo Stato — Mauroy ha annunciato quello relativo alla nazionalizzazione di undici grandi gruppi industriali. È presumibile che tale decisione non sia stata presa in modo in dolore all ’ interno del partito socialista perché gli economisti moderati avrebbero probabilmente preferito attendere tempi più tranquilli. Ancora una volta si è imposto il ruolo decisivo di Mitterrand, che ha voluto da un lato dimostrare coerenza verso il programma elettorale e dall ’ altro approfittare del mo mento di popolarità di cui gode per compiere la scelta delle nazionalizzazioni industriali indipendentemente dalle difficol tà economiche e dai rischi inflazionistici. Rispetto a questi ul timi si noti comunque l ’ intenzione di Jacques Delors di vigila re rigorosamente per evitare che l ’ aumento della spesa pubbli ca si traduca in aumento del costo della vita. Del resto Mitter rand ha fatto una concessione ai moderati proprio mentre ha confermato una scelta gradita ai comunisti e alle sinistre del suo partito: saranno proprio degli economisti moderati a vigi lare sulle nazionalizzazioni, visto che Pierre Joxe, ministro dell ’ industria nel primo governo Mauroy, ha nel secondo ce duto il posto all ’ ex capo della Renault (considerata un esem pio di buona gestione industriale da parte dello Stato) Pierre Dreyfus. Va infine notato che le nazionalizzazioni saranno co munque scaglionate e verranno quindi in pratica attuate senza una fretta eccessiva e controproducente. Il piano delle nazionalizzazioni industriali (che saranno complete e non si limiteranno quindi — come alcuni suggeri vano — a una semplice partecipazione azionaria da parte del lo Stato) si articola in quattro fasi: 1) procedura molto rapida per due grandi complessi militari (Dassault e settore arma menti della Matra); 2) procedura spedita per l ’ insieme Usinor- Sacilor, che attraversa una fase critica a causa, tra l ’ altro, del le difficoltà siderurgiche sui mercati internazionali; 3) proce dura normale per cinque grandi gruppi nazionali (Compagnie Générale d ’ Electricité, Péchiney-Ugine-Kuhlman, Rhòne-Pou- lenc, Saint-Gobain, Thomson-Brandt); 4) procedura partico larmente cauta per tre gruppi stranieri (gli statunitensi CII- Honeywell-Bull e ITT-France nonché il tedesco-federale Rous- sel-Uclaf) e previsto avvio di negoziati con i loro proprietari. La seguente tabella specifica le dimensioni e il settore produt tivo principale dei gruppi industriali in attesa di essere nazio nalizzati.

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