Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
PERSONE IMPIEGATE
CIFRA D ’ AFFARI (miliardi di F.)
SETTORE D ’ ATTIVITÀ
Dassault
15.850 1.000 100.000 34.238 180.000 128.450 164.467 95.400 7.700 20.260 17.000
— Costruzioni areonautiche — Armi e materiale spaziale
10,7
Matra (divisione militare)
1
PUK
32,5 16,9 42,5 36,5
— Acciaio e chimica
Sacilor-Usinor
— Acciaio — Elettricità
CGE
Thomson-Brandt Saint-Gobain Rhóne-Poulenc
— Informatica e telecomunicazioni — Vetro, carta, informatica
43
— Chimica
30,1
ITT-France
— Costruzioni telefoniche
3,8 6,3
CII-HB
— Informatica — Farmaceutica
Roussel-Uclaf
5
A parte l ’ economia, la prima fase del «mitterrandismo» è destinata ad avere i suoi banchi di prova negli altri settori su cui il neopresidente ha insistito durante la campagna elettora le: la politica estera, la difesa, il decentramento, la giustizia, l ’ informazione, l ’ istruzione, la gestione della macchina politica.
Politica estera
L ’ atteggiamento di Mitterrand è sostanzialmente diverso da quello di Giscard su tutti i grandi temi internazionali, ma nonostante tale differenza d ’ approccio non si può escludere che su alcuni di essi l ’ attuale presidente possa nel lungo perio do prendere posizioni relativamente simili a quelle del suo predecessore. È in particolare il caso del rapporto con le due superpotenze e in generale l ’ atteggiamento verso i blocchi. La differenza d ’ approccio sta nel fatto che Giscard — rifacendosi in ciò alla tradizione gaullista — ipotizzava un ruolo autono mo della Francia giocando proprio sulla contraddizione tra i blocchi: tale politica ha raggiunto il suo culmine con l ’ atteg giamento conciliante assunto da Parigi dopo l ’ intervento so vietico in Afghanistan e l ’ incontro Brezhnev-Giscard del 1980. Il dialogo con l ’ URSS non rispondeva per Giscard tanto alla coscienza — più marcata semmai nella socialdemocrazia tede sca — dell ’ assoluta importanza della distensione come alterna tiva a una crisi in cui ci si troverebbe in prima linea, ma al de siderio di sottolineare — come si è detto — il ruolo indipen dente della Francia allo scopo di ritagliare all ’ iniziativa (e agli interessi) di Parigi aree privilegiate. Per quanto dialogasse con l ’ Est soprattutto in riferimento all ’ Europa, in realtà Giscard collocava queste ultime soprattutto altrove: in primo luogo l ’ Africa e poi la possibilità da parte della Francia di contare di più nello scacchiere medio-orientale. In tale prospettiva si muoveva la proposta — peraltro piuttosto fumosa — di Gi scard per un «trialogo» (dialogo a tre) tra Europa, Medio Oriente e Africa, che superasse (in realtà a beneficio di Parigi) lo schema delle superpotenze.
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