Problemi della transizione 1981

La svolta francese

Politicamente impegnato da una quarantina d ’ anni, Mit terrand ha alcuni orientamenti a cui desidera essere fedele in dipendentemente dalle opportunità del momento. Vediamoli cercando di collegarli ai diversi scacchieri geopolitici. Le occa sioni di convincersi dei pericoli di una politica di interventi nel Terzo Mondo non gli sono certo mancate. Giscard puntò ad estendere in Africa la sfera d ’ influenza francese: basti pensare a quando nel 1977 usò gli aerei francesi per portare nell ’ ex Katanga i militari marocchini, a quando l ’ anno successivo in viò sempre nello Zaire i parà a combattere in prima persona, al modo in cui si è servito di Bokassa sbarazzandosene poi quando ha deciso di «sostituirlo», ai tentativi (peraltro falliti) di mantenere una presenza nel Ciad, ai rapporti col Marocco e così via. La politica africana di Mitterrand sarà più cauta e punterà a non coinvolgere oltre un limite ben preciso la Francia nelle crisi del continente. Punterà anche alla collaborazione con re gimi considerati «sospetti» da Giscard e in questo senso non si può che rilevare il piacere con cui Algeri ha accolto l ’ elezione del nuovo presidente. Rispetto al Medio Oriente, sono risapu te le simpatie filo-israeliane di Mitterrand, simpatie che non gli hanno però impedito di criticare duramente il raid voluto da Begin sulla centrale atomica irakena proprio in una delle sue prime interviste del settennato. Mitterrand ha sempre vi sto con favore gli accordi di Camp David, ha detto con chia rezza di essere pronto a operare in difesa del diritto di Israele a sopravvivere e di considerare tale diritto uno dei fattori fon damentali della questione medio-orientale. Ha però anche am monito gli israeliani a non svolgere una politica lesiva dei di ritti altrui. Particolare interesse egli ha attribuito ai rapporti con l ’ Arabia Saudita, un paese che vende alla Francia la metà del petrolio di cui questa ha bisogno e che possiede strumenti finanziari tali da creare — se re Khaled volesse — gravi pro blemi al franco. Per quanto concerne l ’ Afghanistan, la con danna di Mitterrand verso l ’ URSS è stata più ferma di quella giscardiana. Ma il nuovo presidente si è anche rivelato più di sponibile a non ignorare le crisi provocate in America latina dalla sopravvivenza di dittature sanguinarie sorrette da Wa shington: in questo senso possono giungere da Parigi un certo appoggio al Nicaragua e qualche critica alla politica statuni tense nel continente. Per quanto riguarda la situazione asiatica, c ’ è da notare che nel gennaio di quest ’ anno Mitterrand ha compiuto un viaggio in Cina e in Corea del Nord, cosa che gli ha dato l ’ op portunità di riconoscere il ruolo che Pechino può avere sia nel bilanciamento degli equilibri internazionali, sia nel loro supe ramento all ’ insegna della stabilità e dell ’ emergere di nuovi «poli». La crisi cambogiana e l ’ assetto dell ’ Asia sudorientale vedono il neo presidente in posizione critica verso Hanoi, ma con lui la Francia può forse trarre nuovo impulso — approfit tando anche della presenza del filovietnamita PCF nel suo go verno — per rilanciare la propria azione mediatrice. Se si parla della sensibilità di Mitterrand in politica estera non si può che concludere il discorso da dove si era partiti: il ruolo dell ’ Europa. Con Mitterrand la CEE può trarre un nuo vo impulso sulla via della cooperazione tra i paesi che la com

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