Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
pongono e su quella di una maggiore presenza internazionale. Pur attribuendo un ’ importanza essenziale alla cooperazione franco-tedesca, Mitterrand esclude ipotesi di asse Parigi-Bonn. A guidare il Quay d ’ Orsay c ’ è — come già si è visto — quel Claude Cheysson che da commissario di Bruxelles si è occupa to dei problemi relativi al Nord-Sud e si può dunque supporre che anche questa complessa tematica — su cui fino ad oggi tutte le maggiori potenze si sono dimostrate fortemente condi zionate dai pregiudizi e dagli interessi particolari — sia desti nata a trovare uno stimolo per tutta quanta la CEE nel nuovo governo francese. Mitterrand e il suo ministro della Difesa Charles Hernu stanno orientando la politica militare verso l ’ ulteriore incorag giamento allo sviluppo delle forze nucleari e la dimensione «popolare» che può avere la difesa in caso di aggressione stra niera. Sono due fattori apparentemente contraddittori tra lo ro: il massimo della tecnologia da una parte e la rivalutazione del «fattore umano» dall ’ altra. Ciò non significa ovviamente che Mitterrand ed Hernu sottovalutino l ’ importanza delle for ze armate tradizionali, ma solo che essi attribuiscono loro un minore peso di Giscard. Nell ’ ottica giscardiana, la difesa del territorio nazionale era solo uno dei compiti delle forze arma te, compito in cui esse sarebbero state peraltro validamente affiancate dalla Force de frappe nucleare. Si è visto che Gi scard ha inviato contingenti francesi dal Congo al Ciad, dimo strando di non considerare affatto secondario il ruolo delle forze convenzionali come strumento di pressione politica per ottenere o controllare la sfera d ’ influenza francese in Africa. Nella misura in cui Mitterrand dovrebbe allontanarsi dalla politica estera giscardiana rispetto al continente africano, egli dovrebbe essere meno esigente vero le sue forze d ’ intervento (il che non significa un compiacimento da parte di queste ulti me). In particolare il nuovo governo tenderà probabilmente a ridurre le spese relative agli armamenti convenzionali, dato che esso sembra attribuire ai predecessori l ’ atteggiamento di chi deve sempre assolutamente avere l ’ automobile dell ’ ultimo modello col risultato di spendere molto ottenendo vantaggi trascurabili. Se nel 1980 le spese militari della Francia hanno toccato il 4% del prodotto interno lordo è stato in buona mi sura per gli acquisti di materiale bellico. In campagna eletto rale Giscard s ’ è vantato di aver fatto della Francia la terza po tenza militare del mondo e ha detto: «Ho trovato (al momen to di prendere il potere, n.d.r.) nel campo della difesa una si tuazione che presentava gravi debolezze... Tre anni più tardi abbiamo realizzato Kolwezi (l ’ impresa dei parà nell ’ ex Katan- ga, n.d.r.)». Giscard ha compiuto nel settembre 1980 la scelta assai co stosa — e oggi in fase di riesame — di costruire due nuove portaerei da rendere operative all ’ inizio degli anni Novanta in sostituzione delle attuali Foch e Clemertceau. Dopo il forfait britannico alle grandi portaerei (Londra ha optato per unità di
Difesa
48
Made with FlippingBook - Online Brochure Maker