Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

te militari all ’ estero, cresciute di molto durante il periodo gi- scardiano (la Francia è il terzo esportatore d ’ armi dopo USA e URSS) e viste con perplessità da Mitterrand. Giscard aveva riassunto il suo pensiero al riguardo in questa frase: «E natu rale che di fronte alla domanda di numerosi paesi, che hanno il bisogno vitale di garantire la propria sicurezza, la Francia sia portata a partecipare — nell ’ ambito della sua politica este ra — al raggiungimento di questi legittimi obiettivi. Questa politica di esportazione sarà proseguita valutandone con cura le conseguenze e nel quadro di una regolamentazione severa». Mitterrand ha replicato in modo formalmente molto duro, ma non tale da chiudere la porta alle massicce vendite d ’ armi (se si escludono i regimi più screditati). Ecco le sue parole: «L ’ esportazione di materiale bellico deve obbedire ai nuovi criteri in rigorosa conformità con i nostri obiettivi di politica estera, soprattutto per ciò che concerne il Terzo Mondo. Noi rifiuteremo qualsiasi consegna ai governi razzisti e fascisti. La Francia deve vendere prodotti alimentari piuttosto che armi». Su questi argomenti esiste in seno al partito socialista e alla maggioranza un dibattito tutt ’ altro che concluso. Certo è che una repentina contrazione delle vendite belliche all ’ estero avrebbe sgradite conseguenze economiche e che comunque Mitterrand vuole dare allo Stato (con la nazionalizzazione del la Dassault, che produce i Mirage, e del settore militare della Matra) la possibilità di controllare una parte maggiore della produzione di armamenti. Il Decentramento sarà un altro dei punti qualificanti della politica mitterrandiana, come dimostra il fatto stesso che al ministro degli Interni Gaston Defferre sia stato affidato anche l ’ incarico di varare un programma al riguardo e che il suo stesso dicastero abbia ricevuto la denominazione di «ministe ro degli Interni e del Decentramento». Nel programma di Mitterrand c ’ era la trasformazione dei prefetti in alti commis sari, l ’ elezione delle assemblee regionali a suffragio universale diretto e proporzionale, l ’ ampliamento delle competenze dei comuni, la ridistribuzione dei proventi fiscali in modo da con cedere agli enti locali il 25-30% di questi invece dell ’ attuale 19%. Il programma del secondo governo Mauroy si è ispirato al principio dell ’ aumento delle competenze degli enti locali a scapito dei rappresentanti periferici del governo. Si attende a questo riguardo una nuova legge. Quanto alla Giustizia, Mitterrand si è chiaramente detto contrario alla pena di morte e già in campagna elettorale ha fatto sapere che non avrebbe lasciato ghigliottinare nessuno qualora fosse stato eletto. Ha anche auspicato l ’ abrogazione della pena di morte dalla legislazione francese, sottolineando in questo la differenza tra le sue posizioni e quelle di Giscard, che in campagna elettorale ha detto: «Il governo non deve in questo momento proporre al Parlamento l ’ abolizione della pe na di morte».

Decentramento

Giustizia

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