Problemi della transizione 1981

La svolta francese

Informazione

L'Informazione ha visto aspre polemiche all vigilia del se condo turno delle legislative perché una parte della stampa (non solo il «Figaro» e il «Quotidien de Paris», ma anche «Li- bération») ha accusato Mitterrand e il ministro competente Georges Fillioud di indebite ingerenze e persino di faide nel mondo giornalistico. Il fatto è che i responsabili (giscardiani di provata fede) di alcuni programmi radiotelevisivi d ’ infor mazione hanno giustamente cominciato a temere per le sorti di poltrone ricevute in base ai loro rapporti con l ’ équipe dell ’ ex presidente. In giugno sono cominciate ad arrivare nuo ve nomine (tutte qualificate) in sostituzione di quelle giscar- diane ai posti di comando dell ’ informazione controllata dallo Stato. Tra esse, quella del nuovo capo della SOFIRSD, la fi nanziaria pubblica che controlla un eccezionale ventaglio di emittenti radiotelevisive in Francia e all ’ estero. Nel frattempo è iniziata la corsa alle radio private in un modo che ricorda l ’ Italia del 1974. Con la differenza che in Francia la legge al riguardo non dovrebbe tardare, causando la confusione che tutti sappiamo. L'Educazione durante il settennato giscardiano non ha co munque portato a esplosioni sessantottesche e l ’ incubo del go verno non si è realizzato. Ma oggi? Forse qualcosa si sta muo vendo nella scuola francese e nuove generazioni di giovani po trebbero rivivere una stagione di politicizzazione non parago nabile a quelle del passato, ma comunque tale da provocare qualche tensione. E molto probabile che il nuovo governo operi in favore della messa a punto di strumenti di maggiore partecipazione democratica soprattutto negli atenei. Particola re cura verrà certamente data all ’ istruzione professionale, che dipende da un apposito dicastero alla cui testa c ’ è Marcel Ri- gout uno dei quattro ministri comunisti. E infine le Istituzioni, che sono state uno dei temi di fondo della campagna elettorale. I francesi hanno dimostrato di cre dere alla Quinta Repubblica: lo hanno fatto anche consenten do a Mitterrand di disporre di una maggioranza parlamentare omogenea ai suoi orientamenti politici. Mitterrand si è rivela to «un presidente da Quinta Repubblica» per il modo in cui concepisce il ruolo dell ’ Eliseo. La Quinta Repubblica ha in somma superato la sua prova più difficile: quella in cui si vede se le istituzioni sono destinate a funzionare anche se cambia radicalmente il gruppo dirigente incaricato di farle funzionare. Tra le riforme che Mitterrand potrebbe avviare in questo campo c ’ è comunque l ’ abbandono del metodo elettorale delle legislative — che premia macroscopicamente il partito che at traversa uno stato di grazia — e l ’ adozione della proporziona le. Si vedrà. Se comunque questa riforma non andrà in cantie re, è molto probabile che nel periodo mitterrandiano si proce da alla revisione del découpage delle circoscrizioni, che — co «Nell ’ educazione — mi diceva Jean-Marie Domenach — i governi giscardiani hanno avuto un assillo: evitare un nuovo Sessantotto».

Educazione

Istituzioni

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