Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

che è sembrata a molti «inferiore all ’ aspettazione». Ma, obiet ta Labriola, «a quale e di chi? All ’ aspettazione forse si rinno vassero l ’ impero romano, i fasti dei Comuni medievali, o si mili altre cose, le quali non hanno ora più ragion d ’ essere al mondo?» 25 . E qui, in forma diversa, nient ’ altro che l ’ attacco della Storia d ’ Italia del Croce sui sogni delusi e sul passaggio, dopo l ’ Unità, dalla poesia alla prosa. E vero che il Croce non dedica più che un cenno alla materia di quei sogni, che furono appunto le glorie passate d ’ Italia, e si limita a delineare una transizione psicologica e di stati d ’ animo. Labriola approfon disce invece il tema della delusione ponendolo nei termini esatti di una storia della ideologia e degli intellettuali. La delu sione nasce precisamente da un concetto che della storia d ’ Ita lia s ’ erano fatti i letterati: la loro tradizione aveva «creato e mantenuto in essere l ’ idea, o meglio l ’ illusione di una storia sola e continuativa di quante mai vicende si fossero svolte a memoria d ’ uomini su l ’ unità geografica della penisola; e come cotesta storia unica di un solo subietto (un popolo italiano un po ’ creato dalla fantasia) fu tra i potenti motivi ideologici del la riscossa, così a rivoluzione finita l ’ Italia è parsa troppo pic cola al confronto della sua grande storia» 26 . Ora Labriola, compreso il carattere ideologico di questa storia unica 27 , non si limita a metterne in rilievo la funzione pratica e politica ed a indicarne i successivi effetti di disingan no, ma ne saggia le intime difficoltà. «Data ed ammessa l ’ uni tà illusionale di una storia d ’ Italia attraverso un gran numero di secoli, le cose veramente decisive nelle vicende della civiltà appariscono in una mal composta narrazione come le varia zioni e gli accidenti di un tipo immaginario. Come si può per tal via discernere il fatto, per esempio, decisivo, che l ’ Italia per secoli rimane divisa in due mondi: di qua il ciclo germano romanico, di là il mondo bizantino-islamico?» 28 . E di altre difficoltà fa cenno, chiarendo a contrario gli elementi di divi sione e rottura della storia dei popoli e delle regioni italiane. Ma qui premeva mettere in luce un indirizzo di pensiero, ed anche sottolineare una paternità di idee circa quella critica ad una «unità illusionale di una storia d ’ Italia», di cui si fece poi sostenitore il Croce, senza veramente quella complessità di giudizi che è, pur nella concisione, in Labriola, sia quando co glie la portata ideologica e pratica di quell ’ errore, sia quando ne denuncia le contraddizioni interne. D ’ altra parte Labriola non assolutizza la sua posizione, ed anche in questo sta la dif ferenza dalla versione crociana del suo pensiero su questo ar gomento, e riconosce la possibilità e necessità di una ricerca

lano, 1980, pp. 245 e segg. Ma gli in terrogativi erano ben posti, sebbene con ansiosa partecipazione, e Labrio la cercò le risposte al luogo giusto. 26 Ibidem. Cfr. I. C ervelli , Gioac chino Volpe, Napoli, 1977, pp. 25 e segg., sulle posizioni della precedente storiografia , e in partic. di P. Villari, in merito all ’ unità della storia d ’ Italia. 27 Su questo tema: A. G ramsci , Quaderni del carcere, cit., pp. 1167 e segg.. 28 Da un secolo all ’ altro, cit., p. 371.

25 Ibidem, p. 370. A questi interro gativi, tanto più inquietanti poiché si ponevano in anni di trapasso e di prospettive dubbie e oscure, gli studi forniscono oggi risposte articolate ed equilibrate, fuori di pessimismi, che il tempo poteva giustificare, e di ottimi smi che poi sono stati d ’ obbligo. E per tutte vorrei ricordare l ’ eccellente sintesi che ha dato recentemente di quell ’ epoca G. M ori , Blocco di pote re e lotta politica in Italia, in Storia della società italiana, voi. XIV. Il blocco di potere nell ’ Italia unita, Mi

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