Problemi della transizione 1981

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

costituisca in comuni o che si lasci guidare o contenere da un monarcato tendente ad esercitare amministrazione o giurisdi zione accentrate — è oramai per noi inizio di quella caratteri stica di eventi cui siamo autorizzati a dare il nome di storia moderna, in contrapposto alla incubazione medievale, in con trapposto agli ereditati o riprodotti elementi dell ’ antico» 33 . C ’ è in queste brevi pagine un notevole abbozzo di storia della cultura storica, e al tempo stesso, l ’ indicazione della for mazione dei comuni e del costituirsi della borghesia comunale come il punto di svolta di una storia moderna d ’ Italia. A que sto risultato Labriola era condotto da tutta la sua meditazione precedente oltreché dagli orientamenti della più congeniale storiografia ottocentesca. Nel primo saggio In memoria del Manifesto dei comunisti era citato il caso dell ’ Italia, che aveva dato «già in su la fine del Medioevo l ’ avviata all ’ epoca capita listica» e poi «uscì per secoli dalla circolazione della storia» 34 ; ed era sottolineata l ’ esistenza di «modi differenti di sviluppo» della società borghese nei diversi paesi: «dove, per esempio, comincia prima che altrove, come in Italia, e poi si arresta: e dove, come in Inghilterra, procede costantemente per tre seco li di economica espropriazione delle precedenti forme di pro duzione. .. » 35 . Veniva anche discusso «ciò che nel Manifesto è detto su la primissima origine delle borghesia, come nata dai servi del medioevo, via via incorporati nelle città». Vero per la Germania e altri paesi, «non risponde al caso dell ’ Italia, della Francia meridionale e della Spagna, che furon poi i paesi nei quali cominciò appunto la prima storia della borghesia... Questa prima fase, che raggiunse la sua forma perfetta nei co muni italiani, è la preistoria di quella accumulazione capitali stica, che Marx studiò con tanta evidenza di particolari nella serie chiara e compiuta della evoluzione dell ’ Inghilterra» 36 . E già scrivendo ad Engels aveva affermato che nei comuni italia ni era il «protoplasma» della borghesia 37 ; e ancora che «primi a difendere la legittimità dell ’ interesse contro l ’ opinione scola stico-canonistica furono due santi: S. Bernardino da Siena e S. Antonino. Questi divenne arcivescovo di Firenze proprio l ’ an no (1378) in cui battuta la Comune proletaria (i Ciompi), do po della quale comincia la vera borghesia a dominare in Firen ze. Ed era allora segretario di Firenze quel Coluccio Salutati da cui comincia l ’ umanismo. L ’ Italia d ’ allora è la preistoria del capitale» 38 . Giudizi che vanno sottoposti a critica, segni comunque di un interesse vivo e specifico alla definizione di quel periodo e alla sua nuova comprensione storica. Nel secondo saggio c ’ è un cenno alla democrazia «di alcu 33 Ibidem.

37 Nella lettera del 15 febbraio-mar zo 1894, in La corrispondenza di Marx e Engels con italiani, cit., p. 523. 38 Lettera del 3 agosto 1894, ivi, p. 544.

34 In memoria del Manifesto dei co munisti, cit., p. 48. 35 Ibidem, p. 55. Sulla varietà degli sviluppi della borghesia vedi anche Del materialismo storico ..., cit., pp. 96-97. 36 In memoria del Manifesto dei co munisti, cit., pp. 61-62, dove è ri chiamata la nota di Marx sullo svi luppo della produzione capitalistica e il dissolvimento dei rapporti di servi tù della gleba in Italia (// Capitale, I, 3, Roma, 1952, p. 174 n.).

60

Made with FlippingBook - Online Brochure Maker