Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
in buona parte di illusioni ideologiche» 41 . Programma sugge stivo, ma un po ’ a tesi, come tutti i programmi, e all ’ esecuzio ne del quale Labriola non riuscì comunque ad attendere. In questa direzione sono poi venuti molti studi, senza tuttavia che i problemi sollevati da Labriola, ed altri sorti nel corso delle ricerche e nel complicarsi del dibattito storiografico, ab biano avuto soddisfacente soluzione. E del resto Labriola era consapevole delle «complicate linee» e delle «tortuose pieghe» del corso storico e del «complicato ingranaggio dei meccani smi sociali», e non s ’ attendeva certo risposte semplificate alle questioni che poneva, ed anzi tutta la sua polemica era rivolta contro il setnplicismo e l ’ economicismo delle più diffuse inter pretazioni marxiste 42 . Nel Discorrendo rivela la sua intenzione di scrivere un al tro saggio, «nel quale avrà occasione di parlare con sufficiente larghezza delle cause remote e delle ragioni prossime della presente situazione del nostro paese» 43 . Ed anticipa che «biso gnerebbe risalire fino al secolo XVI, quando l ’ iniziale sviluppo dell ’ epoca capitalistica — che qui aveva sede principale — fu spostato dal Mediterraneo. Bisognerebbe arrivare, attraverso alla storia della successiva decadenza, alle premesse positive e negative, interne ed esterne, delle presenti condizioni d ’ Ita lia... Chi un simile studio sapesse concretare in un libro, po trebbe dire d ’ aver concorso ad esprimere, in forma riflessa, la presente situazione, e l ’ attuale coscienza degl ’ italiani» 44 . Questo è il traguardo a cui mira: capire il presente, ren dersi ragione del perché la borghesia italiana, mentre è già premuta dalle classi degli sfruttati, è «in se stessa instabile, in quieta, incerta», incapace «di mettersi alla pari con quella de gli altri paesi, nel campo della concorrenza». E d ’ altra parte «essa ha il papa, con quel suo non indifferente bagaglio di co se, che solo i teorici dell ’ utopismo liberalesco proclamano tra passate per sempre» 45 . Immatura borghesia, debole classe operaia. «Molti socialisti italiani non vedeano fino a poco tempo fa, come gl ’ impedimenti allo sviluppo capitalistico fos sero altrettanti impedimenti al formarsi di una società proleta ria capace di azione politica» 46 . Comprendere le contraddizio ni ed i ritardi dello sviluppo capitalistico è allora indispensabi le per armare il movimento operaio della chiara coscienza dei suoi limiti, dei suoi compiti e dei suoi scopi. 4. Se questo è l ’ essenziale fine pratico, attuale della ricer ca, e tutta la problematica storiografica è organizzata e indi rizzata da Labriola a questo fine, c ’ è in lui una vera passione per l ’ esame concreto di fatti e personaggi storici, che già aveva manifestato tanti anni addietro nel Socrate 47 , e sopra tutti del l ’ amato Fra Dolcino, del quale vagheggia una biografia, e l ’ annuncia e abbozza nei saggi e nei corsi universitari, special- mente in quello del 1896-97, tentando di inquadrare la figura del ribelle entro la storia degli effetti dell ’ avanzata borghese 41 Ibidem, p. 151. 42 Discorrendo di socialismo e di fi losofia, cit., p. 173. 43 Ibidem, p. 267 n. 44 Ibidem, pp. 267-268. Sul signifi cato di queste vedute e sul loro inten to civile, I. C ervelli , Gioacchino Volpe, cit., pp. 395 e segg. 45 Discorrendo di socialismo e di fi losofia, cit., pp. 268-269. 46 Ibidem, p. 268 n. 47 L. D al P ane , Antonio Labriola
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