Problemi della transizione 1981
Antonio Labriola
italiano che si era svolto in Germania, «Labriola si proporrà di “ ripigliare ” , ossia di assumere a modello per l ’ Italia, quell ’ ulteriore sviluppo di “ idee ” e di lotta politica che era rappresentato dalla socialdemocrazia tedesca» 62 . Come ha scritto Ragionieri, nel pensiero di Labriola «la socialdemocra zia tedesca prende lo stesso posto che la filosofia tedesca clas sica occupa nel pensiero di Bertrando Spaventa» 63 . Ma di più Labriola, che aveva ben fisso lo sguardo agli sviluppi del capi talismo, trascriveva in termini di assoluto realismo storico il problema della «circolazione», includendovi anzitutto il pun to della situazione della borghesia italiana, della necessità che essa raggiungesse sul piano economico e politico gli altri paesi avanzati, come condizione della nascita e maturazione di un proletariato moderno. Capire la storia d ’ Italia nelle sue componenti più intime si gnifica comprendere meglio, su un piano superiore, i bisogni ed i compiti del presente. Rispondere alle domande sulla deca denza e sulla difficile ripresa dell ’ Italia, sulla sua arretratezza rispetto ai paesi capitalistici evoluti, sulla condizione del pro letariato, sul rapporto con la chiesa, sulle tare del carattere nazionale, sul conto aperto con la cultura europea, significa attuare un compito che i più avanzati intellettuali liberali ave vano appena sfiorato, e che è ormai diventato con Labriola il compito della cultura e della politica socialista. Cesare Luporini ha indicato una peculiarità significativa della tradizione del marxismo italiano: «la sua presenza e con correnza di fatto su un terreno egemonico» 64 , quello dell ’ ela borazione dei problemi «della nostra formazione nazionale e statale», che non si ritrova in altri paesi. Questa particolarità è ben altro dalla pretesa continuità, di tipo storicistico dete riore, del marxismo italiano con l ’ idealismo dominante. In ve rità a quell ’ idealismo è stato mosso un attacco micidiale, poi ché si è portato sul terreno dell ’ egemonia, cioè dei concetti atti a spiegare il corso storico, le sue rotture e contraddizioni, e la struttura presente della vita nazionale. Se la cultura borghese è stata messa in crisi in Italia, non certo definitivamente, ma in alcuni suoi aspetti decisivi, ciò è principalmente dovuto al fatto appunto che le è stata mossa battaglia, dal punto di vista della classe operaia e dell ’ avvenire socialista, su un terreno che le è proprio e che non facilmente essa si lascia strappare: quel lo della storia nazionale e delle contraddizioni e degli esiti del suo sviluppo. Questa strada d ’ indagine è stata inaugurata, in Italia, da Labriola, e con tale acutezza d ’ ingegno, che un ’ influenza pro fonda ne è derivata anche alla storiografia italiana di altra ispirazione, idealistica ed economico-giuridica. I suoi sono stati, nel merito, non più che geniali appunti e frammenti, che sarebbe un errore isolare ed assumere come giudizi perentori. Ed oggi il materiale storico e la stessa problematica si sono ar ricchiti e mutati. Dalla vita ci vengono rivolte altre domande.
64 C. L uporini , Il marxismo e la cul tura italiana del Novecento, in Storia d ’ Italia Einaudi, V, 2, pp. 1586- 1587.
62 E. G arin , Introduzione a A. L a briola , La concezione materialistica della storia, Bari, 1965, pp. XX-XXI. 63 E. R agionieri , Socialdemocrazia tedesca e socialisti italiani. 1875- 1895, Milano, 1961, pp. 250-251.
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