Problemi della transizione 1981
Come matura una riforma
breve, medio e lungo periodo, mescolando con una certa superficialità i due significati di urgenza. È da qui che ha origine uno degli er rori più gravi della cultura politica contempo ranea, che è quello di non considerare urgenti i problemi la cui soluzione può essere attuata soltanto in tempi lunghi 1 . Al consolidamento di questo errore contribuisce la crescente pre carietà dei soggetti politici qualificati (esempi: Prodi, Ossola, Reviglio, Giannini), in con trapposizione con la stabilizzazione progressi va di quelli più squalificati (esempi: Nicolaz- zi, Bartolomei, Signorello, Formica) 1 2 . E biso gna aggiungere, poi, che l ’ iniziativa politica si manifesta sempre più frequentemente per «in terventi» piuttosto che per «riforme», il che contrassegna la caduta a rotta di collo della capacità di seguire un progetto sociale e la so pravvenuta assuefazione alle pratiche di tam ponamento di disagi dopo che abbiano rag giunto la fase esplosiva. 2. La percezione della necessità di una ri forma prende corpo in vari modi, general mente non confrontabili tra loro. Per esem pio, nei casi in cui il malfunzionamento di un certo settore è identificabile mediante un indi ce di produttività, le vicissitudini di questo in dice possono indurre ad operare interventi ri formatori se il fenomeno ha dimensioni na zionali. Nel caso dei pubblici servizi l ’ indice è costituito, molto spesso, dalla misura degli sprechi e dall ’ aggravamento di particolari oneri per i cittadini o per lo Stato. Vi sono, però, casi in cui la percezione è affidata a sen sazioni di inadeguatezza difficilmente indiciz- zabili, anche se è possibile individuare para metri che descrivono il disadattamento del si stema vigente rispetto alla configurazione so ciale raggiunta per altre vie. La scuola è certa mente uno di questi casi: la formazione cultu rale e professionale dei cittadini acquista, nei mutamenti sociali, un ruolo diverso da quello che aveva presieduto alla concezione del siste ma scolastico. Il sistema, pertanto, va ritoccato 3 ; ma le cose sono rese immediata mente difficili dal fatto che, mancando rela zioni strette e puntuali di causa ed effetto tra ipotesi riformiste ed obiettivi — anche per la nebulosità di prospettive a lungo termine che te, De Donato, 1978.
di Carlo Bernardini 1. Tra le cose di cui non parliamo, c ’ è la graduatoria delle urgenze. Certi problemi ci stanno addosso in modo così angoscioso da costituire elementi generatori del clima in cui viviamo: l ’ inflazione, il terrorismo, la situa zione internazionale, la disoccupazione, la droga, la corruzione. Certi altri, assumono diversi connotati a seconda del clima generato dai primi: le pensioni, la produttività, il pre lievo fiscale, il sistema sanitario, le centrali nucleari. Infine, vi sono problemi che, ai più, appaiono certamente meno pressanti, quindi meno urgenti, rinviabili a tempi «migliori» (?): la ricerca scientifica, i beni culturali, la scuola. Da questi esempi si potrà forse capire, senza bisogno di chiarimenti, che la graduato ria delle urgenze è scontata, è tacita. Ma sto usando la parola «urgenza» in due sensi, di cui uno solo è esplicito: il primo, quello — appunto — esplicito, si riferisce allo stato di necessità che il problema crea ponendo di fronte all ’ alternativa «risolvere o soccombe re». Il secondo senso, più riposto, si riferisce ad una valutazione della scala dei tempi ca ratteristica di ciascun problema, cioè ad una valutazione — che spesso è soltanto una spe ranza soggettiva — della tempestività che si ritiene realmente possibile, non tanto per le circostanze date quanto per la natura stessa della questione che si intende affrontare. In altri termini, i problemi sono classificati di
1 Di questo problema ho parlato, in altro contesto, in «Rinascita» (7/ po litico di fronte al futuro) , 10 luglio 1981. 2 Confronta anche Tecnici e politici («Rinascita», 30/3/1979) e / tecni
ci, il treno e la corrente («Rina scita», 10/8/1979), ripubblicati in L'offerta di Mefistofele, Dedalo, 1980. 3 Cfr. AA.VV., La scuola della ri forma, a cura di Giuseppe Chiaran
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