Problemi della transizione 1981
La riforma della scuola di base
portare nei gruppi sociali di cui farà parte, cioè quali atteggiamenti e valori dovrà tene re? È importante dare attenzione al fatto che se le domande riguardanti l ’ articolazione del profilo culturale o professionale sono propo ste in termini di competenze e di atteggiamen ti da raggiungere, esse consentono la formula zione di interrogativi precisi, di ottenere ri sposte se possibile precise, e di comporre l ’ in sieme delle risposte in un quadro il più possi bile esauriente e sistematico. Se le risposte so no individuate in modo preciso, è possibile individuare i comportamenti corrispondenti agli obiettivi da raggiungere; è possibile cioè individuare con sufficiente approssimazione cosa occorra «fare» (in termini di sapere, sa pere fare e comportamenti sociali) per dimo strare di avere raggiunto le finalità volute dal corso di studi frequentato. 5. Anteporre le domande sui contenuti da studiare o le esperienze da compiere alle do mande sugli obiettivi formativi complessivi, cioè sul profilo professionale o culturale da realizzare, è perciò sbagliato perché contenuti ed esperienze non possono avere che una fun zione strumentale nei confronti degli obiettivi e del profilo. Se le domande sui contenuti o sulle esperienze sono proposte prima (e indi pendentemente) da quelle riguardanti obietti vi complessivi e profilo ne derivano conse guenze inaccettabili: gli obiettivi corrispon denti al profilo, cioè le competenze, sono in dividuati e perseguiti in modo non esplicito, occasionale, saltuario; i contenuti e le espe rienze tendono ad assurgere in modo mecca nico al rango di obiettivi da perseguire; gli obiettivi non sono definiti in modo preciso ed accurato, cioè con l ’ indicazione dei comporta menti ad essi corrispondenti, ma in modo va go, approssimativo, superficiale, comunque privo di sistematicità e di completezza, col ri sultato di non consentire omogeneità di inter pretazioni e di indirizzi né tra insegnanti né tra allievi. 6. L ’ individuazione di un profilo culturale, come obiettivo complessivo dell ’ azione for mativa della scuola di base, dovrebbe contri buire a fornire indicazioni chiare circa molti problemi cruciali che ne riguardano l ’ organiz zazione. Primo fra tutti, quello della sua du rata. È evidente, infatti, che la complessità di tale profilo (da definire comunque in termini di competenze e di atteggiamenti, cioè in ter mini di comportamento) è anche funzione
della durata della scuola di base: se si richie dono competenze più numerose e complesse per tutti, la durata dovrà essere necessaria mente maggiore. L ’ esigenza di una individua zione preventiva delle competenze, peraltro, può rendere il dibattito culturale sui problemi della scuola più ampio e aperto di quanto og gi accade in relazione ai programmi scolastici, dal momento che i termini della sua formula zione sono più chiari e accessibili. In ogni ca so, tale dibattito dovrebbe essere ampio e ap profondito: in esso dovrebbero confluire esperienze e richieste sia di esperti dei proble mi formativi di vari settori scolastici (teorici dei problemi dell ’ educazione e insegnanti) sia di esperti del mondo del lavoro e della produ zione. D ’ altro canto, la durata complessiva della scuola di base, pur non potendo semplice- mente essere considerata, soprattutto per i co sti, solo come una variabile dipendente del profilo culturale posto come suo obiettivo, non può non esserlo di fronte alla stessa com plessità degli obiettivi proposti dal profilo culturale voluto: si dovrebbe tener presente che tale complessità investe soprattutto la ca pacità media della popolazione giovanile di una determinata classe di età di realizzare in modo adeguato il profilo voluto. 7. Una seconda serie di indicazioni riguar da le questioni dell ’ intensità delle esperienze culturali, da organizzare nella scuola di base. Si tratta di una questione di grande importan za, che è solo in parte riconducibile alla con troversia tra i sostenitori della scuola integra ta (a tempo pieno) e i sostenitori della scuola tradizionale (quella del tempo parziale). Un approccio non soltanto ideologico a tale que stione deve essere ricondotto alla definizione del profilo culturale. Le competenze con esso identificabili possono essere individuate, dal punto di vista quantitativo in modo più o me no ampio e puntuale; dal punto di vista quali tativo in modo più o meno ricco e articolato. Dovrebbe essere evidente che ampiezza e pun tualità nella quantità, ricchezza e articolazio ne nella qualità degli obiettivi, corrispondenti al profilo culturale, richiedono una intensità maggiore di esperienze nella scuola di base (dunque una scuola a tempo pieno) che i loro contrari. Anche in relazione alla soluzione di questo problema, come già per la durata dell ’ istru zione di base, è possibile dire che essa è varia bile dipendente soprattutto dalle disponibilità
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