Problemi della transizione 1981

La scuola di base tra tempo pieno, curricoli e nuovi contenuti formativi*

sapere tecnico/scientifico connesso ai proces si produttivi e dei linguaggi massmediologici che avvolgono in modo totalizzante l ’ odierna civiltà dei consumi (obiettivo politico). Rinforziamo il concetto. Gli anni ottanta segnano per la scuola (soprattutto per quella di base) una stagione/soglia testimone del cambio del proprio modello formativo, sulla scia del suo antico e ricorrente comportamen to «pendolare» tra funzione di socializzazione e funzione di apprendimento. Quali i segni di cambiamento che compro vano la doppia patente culturale esibita dalla scuola nel ventennio testé concluso e in quello da poco agli esordi? Questi', da prevalente agenzia di trasmissio ne/riproduzione di modelli di vita etico/so ciali e di interazione comunitaria, assunta agli inizi del sessanta dietro la spinta della scola rizzazione di massa — il tutto documentato da un processo riformistico degli anni ’ 70 che ha mirato prioritariamente ai traguardi della democratizzazione dell ’ istituzione scolastica (nel nome della «partecipazione/gestione» so ciale e dell ’ «interazione» scuola-territorio) e della socializzazione comunitaria della stessa (nel nome dell ’ opew school, delle classi aperte e della «collegialità della professione docen te») — si è progressivamente vestita, in questi ultimi tempi, delltà/Jro suo abito istituzionale, smesso e accantonato nella stagione preceden te, assumendo così il ruolo di prevalente agenzia di apprendimento, macchina di tra smissione/riproduzione del sapere: quindi, di differenziazione gerarchizzazione selezione in tellettuale. Il tutto documentato dal brusco cambio di direzione assunto dal processo ri formistico di questi ultimi anni, quando ha preso a battere decisamente le piste dell ’ inno vazione dei contenuti disciplinari: di qui i nuovi programmi della «media» del 1979, l ’ insediamento della commissione per il varo di quelli della elementare, i progetti già in cir colazione di riforma/stralcio della secondaria a partire dall ’ area comune dei «bienni», di riedizione degli Orientamenti della scuola ma terna. Dunque, l ’ «ottanta» come segnale di inver sione di marcia della modellistica pedagogica della scuola di base, contrassegnata dal rilan cio dell ’ obiettivo istituzionale dell ’ apprendi mento, dell ’ istruzione, e, di conseguenza del dibattito sul tema dei curricoli. 1. Il primato della «socializzazione»: cause ed effetti 81

di Franco Frabboni

0. Premessa

Cambio di patente pedagogica per la scuola?

L ’ apertura del portone degli anni «ottanta» ha indubbiamente riversato sulla nostra con trada storica una ventana di tensione futuro logica. Col risultato, di catapultare questo scorcio di secolo sui sentieri del «duemila» al la caccia del suo eccitante (ancorché sfuggente e ambiguo) profumo di «nuova» civiltà; fors ’ anche per rimuovere un ’ età di transizione percorsa da una grave crisi economica, da vi stose divaricazioni sociali, da profonde in quietudini esistenziali. Una ventata che sem bra smemorizzare la coscienza collettiva della biografia del suo recente «passato», renden dola perdippiù disattenta nei confronti dei «segni» di peculiarità e di novità della propria latitudine «presente». Un presente — al contrario — di rilevante portata storica. Età di confine, linea spartiac que tra due stagioni culturali: quella che ha debuttato cogli anni sessanta e quella apertasi cogli anni ottanta. Un avvicendamento di modello culturale che trova nella scuola lo specchio istituzionale di massima rifrazione, ponendosi essa al «crocevia» dei sentieri pe dagogici e politici della cultura. Difatti, è la scuola chiamata a farsi agenzia sia di elaborazione di una cultura del «cam biamento». e di una divulgazione democratica di questa come patrimonio di massa (obietti vo pedagogico'), sia di appropriazione degli strumenti «storici», «logici», «semiologici» essenziali per la padronanza collettiva del

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