Problemi della transizione 1981
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
1.1. Fattori di «dipendenza» e spazi di «autonomia» della scuola Se questo «pendolo» simbolicamente ac compagna Finterà storia della scuola (e si se gnala in particolare nella congiuntura degli anni ottanta), quali sono allora — a monte — i fattori, le cause che concorrono a rendere al talenante il suo modello pedagogico, vuoi in direzione di socializzazione, vuoi di apprendi mento? Prendendo per un attimo in prestito le tesi althusseriane, ci sembra di poter anzitutto os servare come — geneticamente — due sono i fattori che giocano in modo decisivo (con un ’ azione simultanea e parallela, dagli analo ghi effetti) a provocare sulla scuola, con fre quenze «alternate», un vistoso sbilanciamen to su uno soltanto dei suoi traguardi educati vi. Ci riferiamo al fattore E {economico , frutto dell ’ interazione scuola-mercato del lavoro) e al fattore P {politico, braccio secolare dell ’ economico, frutto dell ’ interazione scuola politica scolastica del Legislatore e del Gover no). Questo tandem generativo della modellisti ca scolastica segnala, per l ’ appunto, il ruolo di dipendenza dell ’ agenzia scolastica dal siste ma sociale — economico e politico — entro cui è chiamata a svolgere i propri compiti isti tuzionali. Un ruolo che la porta a piegarsi contestualmente sia alle leggi economiche del mercato del lavoro (che postulano l ’ adegua mento del prodotto scolastico alla realtà degli sbocchi professionali) sia ai comportamenti politici delle forze al governo (le cui linee legi slative di riforma e quelle governative di «programmazione» esprimono il punto di convergenza (compromesso) di interessi so cioeconomici diversi, e non le obiettive esi genze di sviluppo democratico e di innovazio ne culturale dell ’ istituzione scolastica). Questi, alcuni indicatori strutturali che fun gono da sfondo ricorrente al cammino evolu tivo della scuola; sono i meccanismi che de termineranno la scenografia entro cui alla scuola degli anni sessanta è stato fatto recita re il «monologo» della socializzazione. Certo. Non concluderemo l ’ analisi del suo identikit, del suo stato di salute prigionieri di un check- up deterministico, viziato di un «economici smo/politicismo» che liquidi semplicistica mente la scuola a variabile subalterna al mer cato del lavoro e al potere politico. Al contrario, siamo fermamente convinti come qualsivoglia «sovrastruttura» (come la
scuola) — nel rapporto interattivo con gli ap parati «strutturali» (economici e politici) del tessuto sociale — subisca una sorta di evolu zione naturale, di trasformazione fisiologica. Tale processo, lascierà indubbie tracce di cambiamento, ancorché ambigue e contraddi torie. Queste tracce potranno tramutarsi — se culturalmente slargate e moltiplicate, social mente gestite, collettivamente percorse — in piste future di decollo per trasformare, in profondità e complessivamente, l ’ istituzione scolastica. Pertanto, se è vero che la scuola, in quanto apparato ideologico del «sistema», paga un prezzo rilevante alla sua condizione subalter na, è altrettanto vero che il suo naturale pro cesso di trasformazione istituzionale (basti pensare ai cambiamenti portati dalla scolariz zazione di massa) impone — anche alle con troparti economico/politiche più riluttanti — l ’ innesco di una catena di correttivi riformisti ci e di progetti di cambiamento. Questi, po tranno realisticamente costituire la piattafor ma di appoggio di un modello pedagogico ca pace di nutrire la scuola di base di nuove qua lità formative. Il che è possibile progettando sia un ’ altra architettura istituzionale (con «raccordi» tra materna-elementare-media costituiti da mo delli didattici unitari, organici, in continuità), sia strutturale (mediante l ’ avvicendamento di modelli di «tempo pieno» e di «tempo lun go») dell ’ agenzia scolastica. 1.2. Il fattore E: scuola e mercato del lavoro Osserviamo più da vicino i punti/diagnosi sopra anticipati sul comportamento «pendo lare» della scuola. Cominciamo col fattore E, analizzando l ’ incidenza dell ’ apparato economico nel con trassegnare la modellistica scolastica di que st ’ ultimo ventennio in chiave di «socializza zione» e nel rilanciare l ’ obiettivo dell ’ « istru zione» nei sentieri che si aprono verso il due mila. a) Anzitutto, va detto che risulta «vincen te» il modello della socializzazione (della «di sponibilità» all ’ interazione comunitaria e dell ’ assimilazione dei modelli comportamen tali di convivenza sociale) nelle congiunture di salute socioeconomica caratterizzate da un forte incremento ed espansione del mercato del lavoro (della produttività), con relativa bassa domanda di forza-lavoro qualificata, specializzata. È la stagione economica che sigla gli anni
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